martedì 7 febbraio 2017

E lo Spread torna a 200 bps


L'inizio di questo 2017 per i mercati obbligazionari non è stato semplice. Negli ultimi giorni a causa delle tensioni politiche nazionali ed internazionali lo spread tra i titoli di stato italiani (BTP) e quelli tedeschi (Bund) ha raggiunto quota 200 bps, un livello  chiave  che non veniva toccato da Gennaio 2014. 


Dai minimi toccati a marzo 2015 quando venne registrato un valore record di appena 89 bps in seguito all'avvio del piano di acquisti di titoli di stato della BCE (Quantitative Easing), lo spread è risalito di oltre 110 bps portandosi a ridosso della soglia critica di 200 bps.  
Osservando il grafico si può chiaramente osservare un cambio di rotta della tendenza dello spread a partire da metà 2016 quando , dopo una fase di trading range tra i 100 e 130 bps, vi fu una prima impennata a seguito della Brexit. L'elezione di Trump, il cambio di rotta della politica monetaria della Fed, e l'aumento dei fronti nazionalisti in Europa, le dimissioni di Renzi e sopratutto la grande incertezza politica italiana sulle prossime elezioni ha riportato la tensione del mercato a livelli che non si vedevano da 3 anni e mezzo.  


Il comparto dei titoli governativi a tasso fisso da inizio 2017 accusa un calo del 2,52% trascinato al ribasso dalla Francia (-3,3%) dall'Italia (-3,32%) e dal Belgio (-3,13%). Unico paese che si è difeso in questa fase è stata la Germania che da classico fly to quality ha registrato un calo meno vistoso (-0,97%) . 
Da segnalare il balzo delle volatilità sia a 20 giorni che annuali ( a 260 giorni). Per l'Italia si parta di una volatilità annua sul comparto del 4,73% e quella a 20 giorni è salita addirittura al 5,23%. 



Interessante analizzare anche la volatilità sul comparto a vari intervalli temporali (20, 100 e 200 giorni) . Dai minimi toccati ad agosto 2016 c'è stata una vera e propria impennata con la volatilità a 100 giorni risalita a 4,86% su livelli che non si toccavano da dicembre 2016. 

Analizzando gli ultimi 6 mesi la situazione appare ancor più seria :


Le perdite sul comparto dal 12 agosto sfiorano il 6% con l'Italia che accusa la peggiore performance tra i paesi europei con un -7,36%



Evidente l'aumento dei rendimenti per tutti i paesi da quella data con particolare evidenza per i titoli a scadenza più lunga quali decennali e trentennali in particolare. Il 30 anni tedesco ha accusato un calo del 15,8% in 6 mesi per dare l'idea del movimento in atto. Il 30 anni italiano è salito di 146 bps sfiorando il 3,50% di rendimento a scadenza . In 6 mesi chi avesse comprato questo titolo avrebbe perso 1/4 del proprio capitale...un vero affare come investimento. 


Va segnalato che i titoli a 2 anni italiani hanno subito l'aumento maggiore (+13bps) tra tutti i paesi europei e che ora rendono addirittura di più di quelli portoghesi. 

Vedremo cosa accadrà nelle prossime settimane ma di certo la volatilità rimarrà ancora elevata date le numerose incertezze politiche a livello europeo. 


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