lunedì 27 gennaio 2014

La storia si ripete?


Questa immagine risale a qualche giorno fa' ma ora inizia a far riflettere. Negli ultimi giorni l'indice Americano Sp500 è sceso di quasi 70 punti dai massimi da 1850 punti ai 1781 punti della chiusura odierna. Facciamo una breve analisi dell'indice americano partendo dai grafici di lunghissimo periodo.
Usando candele mensili appare più evidente la fase di incredibile ipercomprato che caratterizza il mercato americano. Un inclinazione simile si era verificata solo tra il 1995 e il 2000 quando l'Sp500 riuscì a triplicare il suo valore salendo da 500 punti a oltre 1500 punti in meno di 5 anni. ( Un rialzo simile si verificò negli anni precedenti alla crisi del 29 sul Dow Jones) . Dai minimi del 2009 l'indice americano è passato da 666 punti ai massimi storici di 1850 punti registrati poche settimane fa. Osservando il macd mensile si può osservare che un valore simile fu registrato nei mesi precedenti al grande crollo del 2000-2003! 



Riducendo l'arco temporale di riferimento agli ultimi 5 anni osservando i movimenti di mercato con candele settimanali si può osservare che ogni volta che sono stati toccati questi valori di Macd il mercato ha subito una piccola correzione ( almeno tra il 5% e il 10%) e stiamo considerando uno dei più forti uptrend della storia dell'Sp500.  


Abbassando il time frame della nostra analisi a candele dayly si può osservare nettamente che il trend di breve e di medio periodo sull'indice americano è chiaramente passato da positivo a negativo ( rottura della media a 20 e a 50 giorni) . L'eventuale cedimento dei 1760 punti potrebbe riportare le quotazioni rapidamente a 1740 punti e successivamente al test della media a 200 giorni attorno ai 1700 punti. Per gli amanti degli oscillatori si può notare una chiara divergenza ribassista sul macd dayly a fine dicembre 2013. Infatti a seguito dei nuovi massimi storici toccati dal mercato il valore registrato dal macd è stato nettamente inferiore a quello toccato sui massimi precedenti di prezzo, cosa che faceva preannunciare qualche presa di beneficio sul mercato. 



E guardando alcuni titoli da un punto di vista fondamentale ( qualche giorno fa) come Facebook, società che valeva oltre 141 miliardi di dollari ( 1/4 di tutta la Borsa di Milano per darvi un parametro di riferimento),  non vi sembra che un P/E di 136,9 volte sia un tantino troppo? A me ricorda tanto la bolla di internet del 2000.... e se tra 5 anni nessuno usasse più Facebook e ci fosse un altro social network in grado di catturare l'attenzione di tutti?? 



P.s E se Wall Street prende il raffreddore che succede all'Europa? 
Negli ultimi 10 giorni è successo questo: 

Spx -4,2%
Ftsemib -3,85%
Eurostoxx 50 -4,86%. 


Occhio ai grafici e alle medie mobili !!! 

martedì 14 gennaio 2014

Il Debito Pubblico Italiano segna un nuovo record storico:2104 MLD €


Ormai non fa quasi più notizia ma il debito pubblico italiano ha raggiunto a novembre 2013 un nuovo record storico: 2104,069 Miliardi di euro. 
Come potete osservare dalla tabella sovrastante la crescita del livello complessivo di debito appare sempre più consistente con un incremento di 116 Miliardi di euro dal valore di dicembre 2012, ovvero la bellezza del 5,8% di incremento nei primi 11 mesi del 2013.  
Allungando l'arco temporale di questa analisi dal momento più critico vissuto a Dicembre 2011, quando subentrò il governo tecnico Monti al dimissionario Berlusconi, ad oggi, si può notare che il debito pubblico italiano è cresciuto di oltre 207 miliardi di euro, ovvero del 10,9% in 2 anni!!! 
Parte di questo nuovo debito è spiegato dal sostegno finanziario ai paesi dell’area dell’euro: 
la quota di competenza dell’Italia dei prestiti erogati dall’European Financial Stability Facility (EFSF) è stata pari a 6,7 miliardi; i versamenti della terza e quarta tranche della sottoscrizione del capitale dell’European Stability Mechanism (ESM) , effettuati nei mesi di aprile e ottobre, sono stati complessivamente pari a 5,7 miliardi.
Dal 2010 il contributo italiano al sostegno finanziario ai paesi dell’area dell’euro è stato pari a 55,1 miliardi, di cui 33,6 miliardi riguardanti la quota dell’Italia dei prestiti dell’EFSF, 11,5 riguardanti la sottoscrizione del capitale dell’ESM e 10,0 miliardi relativi ai prestiti bilaterali in favore della Grecia (la cui erogazione è terminata alla fine del 2011). Detto in altre parole, l'Italia per salvare l'Europa e anche se stessa dalle enormi tensioni finanziarie degli anni scorsi ha versato complessivamente all'Europa un importo pari al 3% del proprio Pil del 2013.  

Nonostante le grandi manovre di austerity, di nuove tasse che hanno portato quasi al collasso la produzione industriale italiana e al crollo dei consumi interni nonchè del potere d'acquisto dei consumatori italiani, nei primi 11 mesi dell’anno le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 339,1 miliardi (di cui 31,2 nel mese di novembre), in lieve calo rispetto a quelle dello stesso periodo del 2012 (340,7 miliardi).

Il governo continua a spendere soldi e a perder tempo da anni, senza riallocare le risorse economiche in modo produttivo ed efficiente disincentivando le imprese ad investire in Italia,  continuando semplicemente ad aumentare le tasse per poter pagare il crescente debito pubblico. Le riforme appaiono sempre più urgenti e mi auguro che verranno effettuati cambiamenti concreti altrimenti  alle nuove generazioni non rimarrà altro che una vita di stenti. (Ai livelli attuali di debito pubblico un italiano nasce con debito procapite di oltre 35mila euro).

In base ai miei calcoli il rapporto debito/pil italiano a fine 2013 dovrebbe attestarsi attorno al 134-134,5% e a fine 2014 al 135,5-136%

E allora se da un punto di vista fondamentale i conti pubblici italiani sono peggiorati vi starete domandando come mai il rendimento dei titoli italiani a 10 anni è tornato al 3,88%


1) Politiche monetarie ultra-espansive adottate dalle principali banche centrali mondiali con tassi di interessi rasenti allo 0% che hanno creato una enorme quantità di liquidità (Fed, BCE, Boj) .
2) Forte sostegno da parte di Mario Draghi all'interno della BCE sulla stabilità del sistema europa e dell'Euro.
3) Massicci acquisti da parte degli investitori stranieri,in un contesto sempre più difficile alla ricerca di rendimenti adeguati al rischio. In tal senso basta osservare i fortissimi volumi di acquisto su bond periferici ( Italia e Spagna ) da parte di investitori Giapponesi. 


P.s Buon 2014!, un anno che regalerà molte sorprese, sopratutto in termini di nuove tasse...