martedì 22 gennaio 2013

La crisi è finita o almeno i mercati stanno scontando questo


Sono passate alcune settimane dal mio ultimo post e il mercato è drasticamente cambiato nell'ultimo periodo. Cerchiamo di fare il punto della situazione dopo le ultime evoluzioni dei vari mercati internazionali. 

1) La crisi europea sembra volgere al termine, i mercati stanno scontando la fine del contagio dei paesi dell'area euro periferici e i rendimenti dei titoli di stato a 10 anni sono scesi violentemente su valori più accettabili e sostenibili rispetto a quelli di un anno fa'.


Le variazioni dell'ultimo anno parlano chiaro con un vero e proprio crollo dei tassi di interessi della Grecia ( da oltre il 30% al 10,45% odierno) del Portogallo ( dal 14% al 6,095 odierno) e dell'Italia ( dal 6,25% al 4,23% di oggi). Miglioramenti significativi anche per Francia, Germania e Spagna ( che potrebbe essere la vera sorpresa del 2013 ) .

A dir poco sorprendente la performance messa a segno dal btp decennale italiano da quanto si è insediato il governo Monti è passato dal 75 al 4,22% odierno. ( In altre parole un investitore che avesse comprato i btp nei giorni di tensione di novembre 2011 avrebbe realizzato un guadagno vicino al 30%...) 

2) Osservando il grafico sottostante del rendimento del btp decennale appare evidente che siamo tornati su dei livelli che non si vedevano da ottobre 2011 e la tendenza sembra proiettare tale rendimento attorno al 3,80%-4% di rendimento (valore strutturale di lungo periodo e a mio avviso sostenibile per l'attuale situazione economica dell'Italia). 



3) Per quanto riguarda gli indici azionari la situazione è stata a dir poco positiva nell'ultimo trimestre del 2012 e anche in questa prima parte del 2013. 


L'indice azionario americano Sp500 dopo aver violato al rialzo i precedenti massimi del 2011 sembra essere proiettato verso i 1500 punti e successivamente sui suoi massimi assoluti storici in area 1560 punti. Nonostante vi sia un elevata fase di ipercomprato il mercato rimane tonico e non ci sono segnali preoccupanti di ritorno di volatilità sui mercati anzi....
Osservando il grafico del Vix ( l'indice della paura) si può notare che alcuni giorni fa è stata violata al ribasso un importantissimo supporto statico ( in area 13,3 punti), rotto il quale si è assistito a un drastico calo della volatilità sui mercati. E al calo della volatilità si sa è associato un rialzo dei prezzi azioanari. 


Allungando l'orizzonte temporale di riferimento si può osservare che il Vix è tornato ai livelli del 2007, cioè in una fase naturale del ciclo economico e dei mercati finanziari. Forse siamo davvero in una nuova era di volatilità ( che a questo punto potrebbe tornare verso un livello strutturalmente naturale tra i 10 e i 12 punti ) simile a quella presente nel grafico sottostante dal 2005 in poi. Questo segnale è a mio avviso la vera svolta degli ultimi mesi e mi lascia molto più fiducioso per il 2013. 



Per quanto riguarda l'indice Italiano Ftse Mib va segnalato la formazione di un testa spalle di lungo periodo che avrà il suo punto di svolta attorno ai 18000 punti. L'eventuale rottura di questo valore potrebbe innescare una violenta accelerazione con successivi target in area 20000 e finale attorno ai 22000 punti. 


Osservando i grafici non si può non essere ottimisti sul 2013 e pensare che la crisi economica stia per finire. In genere i mercati anticipano la fine della crisi di circa 9 mesi e se i minimi sono stati toccati a metà del 2012 probabilmente inizieremo ad osservare dei dati macro in miglioramento già a partire dal 2 trimestre del 2013. 

Al momento tuttavia i numeri della disoccupazione in europa sono ancora tutti negativi ma si spera valga il detto dall'abisso non si può che risalire....