martedì 24 luglio 2012

Il Ftse Mib segna nuovi minimi storici mentre la tensione vola alle stelle


Difficile commentare quello che sta accadendo sui mercati finanziari in questi giorni senza farsi trasportare dall'emotività ma proviamo ad analizzare la situazione attuale in modo imparziale. 
Da un punto di vista macroeconomico la situazione europea appare in deciso peggioramento e l'andamento degli indici Pmi odierni di Francia (43.1) e Germania (44.1) confermano ancora una volta il rallentamento dell'economia europea. La recessione che sta colpendo duramente la Grecia (Samaras ha parlato di un -7% per il Pil di Atene per il 2012) non è un evento isolato (anche la Spagna e l'Italia subiranno un violento calo del Pil quest'anno) e con molta probabilità interesserà anche gli Stati Uniti d'America, il Giappone e gran parte delle economie avanzate. Al contrario i paesi emergenti (Bric) dovrebbero continuare ad osservare ritmi di cresciuta piuttosto importanti (dal 3% al 7%) ma inferiori rispetto a quanto previsto qualche mese fa. 
Sul fronte internazionale la situazione è tesissima e le istituzioni politiche ed economiche sembrano gettare benzina sul fuoco con le loro dichiarazioni di questi giorni......
La Spagna è al centro del ciclone con i rendimenti dei titoli spagnoli che ormai sono fuori controllo. Lo spread tra titoli di stato spagnoli e titoli di stato tedeschi ha raggiunto i 640 punti base. In particolare va segnalato che la curva dei rendimenti dei titoli di stato spagnoli risulta quest'oggi quasi invertita. I titoli a 5 anni infatti rendono il 7,59% mentre i titoli a 10 anni rendono il 7,62%. 


Contemporaneamente i titoli a 2 anni rendono il 6,64%... Poche settimane fa questi titoli rendevano attorno al 4%. 


Questi rendimenti esprimono un concreto rischio di default sul debito iberico nei prossimi anni se non verrà effettuata qualche operazione straordinaria di salvataggio da parte dell'Europa. 

Quest'oggi è infatti emerso che dopo le comunità autonome di Valencia e Murcia anche la Catalogna si trova in difficoltà finanziarie (c'è un buco di 42 miliardi di euro che nessuna banca può finanziare). Qui sotto (Fonte Sole 24 ore) potrete notare i debiti pubblici delle varie regioni spagnole (complessivamente si parla di quasi 120 miliardi di euro).  




A risentire della Crisi Spagnola è stata quest'oggi sopratutto l'Italia che vanta uno dei debiti pubblici più alti al mondo e un rapporto debito/pil assolutamente preoccupante (oltre il 123% in base agli ultimi dati ufficiali ma vicino al 128% in base ai miei calcoli) . 
A fine giornata lo spread tra Btp e Bund tedeschi è salito sopra i 530 punti base ( valori che sono molto vicini a quelli toccati a novembre 2011, quando si insediò il governo Monti) con il rendimento dei titoli italiani a 10 anni che è salito al 6,59%. 


A questo punto credo che nei prossimi giorni la BCE dovrebbe intervenire a sostegno dei titoli governativi italiani e spagnoli, almeno sulla parte di medio- breve (titoli fino al 2015-2016) per evitare il disastro. Vedremo quali mosse saranno messe in campo (acquisto diretto dei titoli sul mercato secondario, scudo anti-spread, nuovo ltro, taglio dei tassi) ma una cosa è sicura: è tempo di agire altrimenti il mercato potrebbe collassare e superare il punto di non ritorno (se già non è stato superato per il caso spagnolo) prima di settembre. 

Per quanto riguarda l'indice Ftse Mib della borsa di Milano va segnalato che quest'oggi sono stati segnati dei nuovi minimi intraday assoluti a quota 12276 punti prima di un leggero recupero nella fase finale della seduta. L'indice milanese ha infatti raggiunto e superato i minimi toccati nel lontano marzo 2009 quando tutti i mercati erano in una situazione di panico. Osservando il grafico sottostante si può osservare che la rottura della trendline rialzista di breve periodo tre giorni fa ha innescato un violento sell-off che ha fatto perdere quasi il 10% al listino italiano in sole 3 sedute. A questo punto data l'elevata volatilità è difficile fare delle previsioni anche perchè sotto i livelli attuali non c'è più alcun supporto ne' statico ne' dinamico. 
Provando ad ipotizzare dei possibili livelli tecnici di supporto credo che i prossimi target ribassisti potrebbero essere in area 12000 punti ed eventualmente a 11500-11600 punti per le prossime sedute. 
Tuttavia data l'elevato livello di ipervenduto raggiunto non escluderei delle possibili rapide ricoperture con target rialzisti fino a 12800 punti.
In tal senso proverei con molta cautela e con stop loss vicini, qualche acquisto in tarda mattinata su qualche titolo bancario (tipo Unicredit o Intesa) particolarmente colpiti dalle vendite negli ultimi giorni. 




martedì 17 luglio 2012

La crisi italiana si aggrava! Debito e Spread alle stelle


Sono passati alcuni giorni dal mio ultimo articolo ma la situazione macroeconomica italiana ed internazionale sembra tutt'altro che migliorata.
Il debito pubblico italiano negli ultimi mesi ha continuato a crescere a livelli drammaticamente elevati raggiungendo quota 1966 Miliardi di euro a maggio 2012 (l'equivalente di 32771 euro per ogni italiano). Domanda polemica: ma il governo Monti non doveva tagliare le spese e ridurre il debito pubblico?? 
Come potete osservare nella tabella sottostante da inizio 2012 il debito pubblico italiano è cresciuto di ben 68,3 miliardi di euro ( cioè una variazione del +3,6% rispetto a dicembre 2011). 


Debito Publico Italiano
2012 Variazione mensile
Gennaio 1.935.829 37.883
Febbraio 1.928.200 -7.629
Marzo 1.946.083 17.883
Aprile 1.949.243 3.160
Maggio 1.966.303 17.060
Giugno
Luglio
Agosto
Settembre
Ottobre
Novembre
Dicembre
Variazione 2012 3,60% 68.357


Quest'oggi il Fondo Monetario Internazionale ha diffuso le nuove proiezioni di crescita in questa tabella, mettendo in risalto un netto rallentamento della Crescita economica a livello mondiale. Come si può osservare l'Area euro chiuderà il 2012 con un calo dello 0,3% del Pil. In particolare saranno l'Italia e la Spagna a subire maggiormente la crisi economica e la recessione, rispettivamente con un -1,5% di Pil per la Spagna e -1,9% di Pil per l'Italia.  



Ipotizzando una caduta (ottimistica) del Pil italiano a fine 2012 del 2% ( in linea con le attuali stime del FMI) ci troveremmo a fine 2012 ( in base ai miei calcoli) con un rapporto debito/Pil del 127% ben superiore a quanto stimato dal rapporto del FMI (125,8% per il 2012 e 126,4% per il 2013). 

Provando a fare delle valutazioni leggermente più pessimistiche, nell'ordine di un calo del Pil a fine 2012 del 3% e dell'1% a fine 2013 (a mio avviso del tutto compatibile con l'attuale crollo dei consumi degli italiani e della fiducia delle famiglie italiane) ci troveremmo con un rapporto debito/Pil del 128,3% a fine 2012 e del 129,6% a fine 2013. 
Tali valori esprimono la reale situazione economica italiana e spiegano perchè i mercati internazionali stiano colpendo i titoli di stato italiani e spagnoli negli ultimi mesi. 
Quest'oggi il rendimento dei titoli decennali italiani è tornato al 6,045% valore lontano dai massimi toccati a novembre scorso ma pur sempre troppo elevato per essere sostenibile nel lungo periodo.




Contemporaneamente lo spread tra titoli italiani e titoli tedeschi a 10 anni è invece tornato su valori estremamente elevati. Dopo aver toccato i 550 punti nell'autunno scorso adesso siamo tornati in area 480/490 punti, valori tutt'altro che rassicuranti. 



Quello che però è a mio avviso la situazione più preoccupante/ paradossale , a seconda dei punti di vista è l'andamento dei rendimenti dei titoli dei paesi "core" a breve termine. In particolare nel grafico sottostante si può osservare che ai livelli attuali i titoli tedeschi a 2 anni offrono dei tassi di interesse nominali negativi, pari a -0,047%. Si avete capito bene, interessi negativi, chi compra titoli tedeschi a 2 anni oggi sa che a scadenza riceverà meno del capitale investito (a meno di situazioni anomale). 
Una situazione analoga vale per i titoli di stato finlandesi, austriaci, francesi e  belgi (con rendimenti che sfiorano lo 0%). I rendimenti dei titoli di stato italiani, spagnoli, portoghesi etc etc con le stesse scadenze sono invece ben superiori al 3%.....



Va sottolineato che stiamo parlando di tassi di interessi nominali e non reali, perchè in quel caso dovremmo sottrarre il tasso di inflazione a questi rendimenti. In quel caso avremmo un rendimento reale dei titoli tedeschi a 2 anni attorno al -2% annualizzato).

Cercando di analizzare questi valori possiamo darne una doppia interpretazione: 
1) il mercato è impazzito e gli investitori preferiscono investire i propri capitali in paesi core a rendimenti negativi piuttosto che investire in paesi periferici ( con rendimenti alti ma rischiosi). In questo caso tutti gli investimenti in titoli di stato francesi, tedeschi, austriaci e finlandesi sarebbero una sorta di grande bolla speculativa destinata a scoppiare a breve e contemporaneamente tutti i titoli dei paesi periferici potrebbero essere una buona opportunità di investimento. 
2) il secondo scenario è invece diametralmente opposto: il mercato ha capito che l'eurozona e l'euro non hanno più di due anni di vita e che i titoli dei paesi core si rivaluteranno quando torneranno in valuta locale e questo compenserebbe i tassi di interessi negativi. 
Ad esempio ipotizzando uno smembramento dell'area euro ed un ritorno alle valute nazionali i titoli tedeschi subirebbero una rivalutazione ( dell'ordine del 10-15%) data dall'apprezzamento del nuovo marco tedesco rispetto all'euro. 
Solo in questo contesto è spiegabile un tasso di rendimento negativo sui vari titoli governativi dei paesi dell'europa centrale. 

Vedremo cosa accadrà ma una cosa è certa: negli ultimi mesi la recessione  sta colpendo sia in italia che negli altri paesi periferici e credo che sia indispensabile per i vari governi effettuare delle scelte politiche volte alla crescita e alla riduzione della disoccupazione (in particolare della disoccupazione giovanile). A mio avviso anche la BCE nelle prossime settimane potrebbe decidere di abbassare ulteriormente il tasso di interesse ufficiale (ad ora allo 0,75%) e/o adottare delle nuove politiche di intervento sul mercato primario/secondario per i titoli di stato dei paesi periferici. Alternativamente la BCE potrebbe anche decidere di varare un nuovo LTRO magari a 5 anni per il sostegno del sistema bancario europeo ( ad oggi in netta difficoltà nonostante i vari interventi del passato) ma credo che sia fondamentale far tornare la fiducia negli investitori internazionali e nelle famiglie che vedono il loro futuro molto incerto. 

In questo contesto piuttosto caldo credo che i prossimi 20 giorni di contrattazione saranno piuttosto turbolenti per i mercati finanziari. 




martedì 3 luglio 2012

Milano mette a segno il 5° rialzo consecutivo


Sono bastati 5 giorni all'indice Ftse Mib per riportarsi rapidamente in area 14500 punti. Con il rialzo odierno ( +1,3% a 14494 punti) l'indice italiano mette a segno il 5 rialzo consecutivo e un clamoroso più 11,5% rispetto ai valori di giovedì 26 giugno. Come si può osservare il recupero partito sulla tenuta del supporto statico passante in area 12600 punti ha innescato un copioso rialzo che sembra ben più del classico rimbalzo di breve periodo. Infatti la rottura al rialzo della trendline ribassista di lungo periodo ( partita da febbraio) ha innescato un ondata di acquisti decisamente interessanti. Contemporaneamente anche il Macd giornaliero aveva segnalato un'imminente inversione di tendenza che a questo punto potrebbe riportare l'indice, nelle prossime settimane, in area 16000 punti. Tuttavia va segnalato che l'elevato livello di ipercomprato accumulato in questi ultimi 4-5 giorni è statisticamente elevato e potrebbe innescare rapide prese di beneficio con target a 14000 punti.