giovedì 29 marzo 2012

Torna la paura sui Mercati: Milano perde il 3,3%


Nuova giornata di passione per gli investitori italiani. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 3,30% a quota 15908 punti. Violenti i cali del settore bancario: sono scivolate del 10-11%% Mps e Bpm, seguite dal Banco Popolare (-7%) e Ubi (-6,5%). Male anche Intesa San paolo (-5,3%) e Unicredit (-5,9%). 
Da segnalare anche il tonfo di Premafin (-14%),Fondiaria Sai (-14%) e Unipol (-3% oggi dopo il-7% di ieri). 
Da un punto di vista grafico la situazione volge al peggio per il listino italiano che durante tutta la seduta ha mostrato un'estrema debolezza ed infatti ha chiuso sui minimi di giornata. Va segnalato inoltre che si tratta del 3° ribasso consecutivo e che milano ha perso oltre 1000 punti negli ultimi 8 giorni. 
Come si può osservare dal grafico sottostante, quest'oggi è stata rotta al ribasso la trend-line rialzista di medio periodo passante attorno ai 16400 punti. I successivi supporti sono stati rotti abbastanza facilmente e la chiusura al di sotto della media mobile a 200 giorni è un segnale piuttosto allarmante per il listino azionario italiano. Inoltre l'oscillatore Macd ( rappresentato al di sotto della linea dei prezzi) ha assunto una pendenza negativa e conferma il downtrend di breve periodo. A questo punto, l'eventuale rottura dei 15900 punti aprirebbe le strade a un nuovo ribasso con target immediato a 15800 punti e successivamente sull'importantissimo supporto statico passante in area 15640-15600 punti. Tuttavia, data la violenza del ribasso degli ultimi 3 giorni mi aspetto qualche tentativo di rimbalzo per domani mattina con primi target passanti in area 16000 punti e 16200 punti. Soltanto il ritorno sopra i 16500 punti riporterà un po di fiducia sul mercato italiano ma al momento mi sembra uno scenario meno probabile. 


Da un punto di vista macroeconomico va segnalato che le nuove previsioni sul Pil italiano da parte dell'Ocse parlano di una contrazione del Pil nel corso del primo trimestre del -1,6% e di un -0,1% nel secondo trimestre. ( Pochi giorni fa in quest'articolo ( italia-sempre-piu-in-crisi ) avevo scritto che mi aspettavo un calo del Pil italiano a fine 2012 tra il -1,5% e il -2%.... 
Queste notizie hanno portato al nuovo rialzo dello Spread con i titoli tedeschi a 10 anni salito a quota 346 punti base. Il rendimento del Btp decennale è infatti nuovamente salito al 5,21%
L'eventuale superamento dei 350 punti sarebbe molto preoccupante e aprirebbe lo scenario a nuovi crolli borsistici. Infatti osservando il grafico sottostante lo spread potrebbe facilmente tornare sui 375 punti e successivamente a quota 400 punti. 


Sul fronte internazionale tornano i timori di un rallentamento dell'economia mondiale e del rischio sovrano per la Zona euro. Oggi S&P ha detto che la Grecia potrebbe ristrutturare il suo debito un'altra volta e questo comporterebbe un nuovo impegno da parte del Fondo Monetario Internazionale.
Ma molte tensioni si possono notare anche nell'andamento dei rendimenti dei titoli portoghesi e spagnoli....



Sul fronte automobilistico va segnalato il nuovo rincaro dei prezzi della benzina che nei distributori Ip e Shell ha superato quota 1,9 euro al litro (rispettivamente 1,905 e 1,900). Nuovo massimo anche per il diesel a 1,795 euro al litro.  
Secondo Federauto (Paolo Bernacchi) le immatricolazioni a Marzo subiranno un vero e proprio tracollo (-32%) . Il numero uno di Federauto aggiunge: "voglio sottolineare che l'attacco concentrico all'auto fatto a colpi di accise sui carburanti, aumenti di Iva, superbollo per le auto prestazionali, aumento dei pedaggi autostradali ed RC, sta dando i suoi frutti: ha ucciso la domanda".  Bernacchi si domanda infine: "traguarderemo nuovi record negativi sull'occupazione, sull'inquinamento, sulla vetusta' del parco circolante? Se qualcuno non interviene sara' inevitabile"....



martedì 27 marzo 2012

Nuovo calo per Milano: Ftse Mib - 0,72%


Chiusura in negativo quest'oggi per l'indice Ftse Mib di Milano. A fine seduta il listino italiano ha accusato un calo dello 0,72% a quota 16498 punti. 
Da un punto di vista grafico lo scenario appare in deciso peggioramento e la chiusura vicino ai minimi di seduta conferma la debolezza del nostro indice azionario. 
Analizzando nel dettaglio il grafico sovrastante si può osservare che il Ftse Mib quest'oggi è stato respinto dalla resistenza dei 16800 punti e nel giro di poche ore è tornato rapidamente sui 16500 punti. L'eventuale taglio ribassista del MACD a un'ora ( rappresentato al di sotto dei prezzi) aprirebbe lo spazio a nuovi allunghi ribassisti con target intermedi a 16400 punti e successivamente a quota 16200 punti che ormai funge da supporto statico di medio periodo.
L'eventuale rottura di questo supporto sarebbe molto importante e andrebbe ad inficiare il trend di lungo periodo che in questi ultimi giorni è passato da rialzista a laterale. 
Al contrario in caso di nuovi spunti rialzisti l'indice italiano potrebbe tornare in primo luogo sulla resistenza dei 16600 punti ed eventualmente a 16800 punti. Ulteriori spunti rialzisti potrebbero riportare l'indice sopra i 17000 punti e successivamente a 17150 punti, valore oltre il quale il mercato dovrebbe finalmente prendere una direzionalità positiva di medio-lungo termine. 
Da un punto di vista macro invece la situazione appare in nuovo peggioramento. Infatti lo Spread (il differenziale a 10 anni con i titoli tedeschi) è tornato a quota 323 punti base in deciso rialzo dai 278 punti toccati la settimana scorsa.


venerdì 23 marzo 2012

Dopo 3 giorni in calo Milano prova a ripartire

Chiusura in rialzo a fine seduta per l'indice Ftse Mib. Dopo un avvio piuttosto nervoso a cui è seguito un violento calo fino al primo pomeriggio, le quotazioni del principale listino italiano si sono decisamente mosse al rialzo nella fase finale della seduta per chiudere in rialzo dello 0,21% a quota 16485 punti. 
Osservando il grafico sottostante, realizzato su un time-frame orario, si può osservare che la tenuta del supporto passante attorno ai 16200 punti ha innescato l'importante recupero del finale di seduta. 
A meno di situazioni macroeconomiche particolari del weekend, l'impostazione grafica per l'inizio della prossima settimana dovrebbe essere piuttosto positiva in quanto anche il Macd (rappresentato al di sotto del grafico dei prezzi) ha segnalato una chiara inversione rialzista che potrebbe durare almeno per le prossime 2-3 sedute. In tal senso i prossimi obiettivi rialzisti si possono trovare in area 16620 punti e successivamente attorno all'importante resistenza passante in area 16800 punti. L'eventuale rottura al rialzo di questo livello potrebbe innescare ulteriori acquisti con target successivi a 17000 e 17150 punti. 
Al contrario, qualora lo scenario dovesse tornare negativo come nelle ultime 3 sedute il listino potrebbe tornare rapidamente in area 16200 punti e successivamente a 16000 punti. L'eventuale cedimento del supporto chiave dei 16200-16180 punti se accompagnato da forti volumi e da uno spiccato aumento della volatilità sarebbe molto pericoloso in quanto andrebbe ad inficiare il trend lateral-rialzista degli ultimi mesi. In tal caso i successivi target potrebbero essere in area 15800 e anche a 15600 punti con possibili escursione anche a 15200 punti. 


martedì 20 marzo 2012

Italia sempre più in crisi...


Art. 1 della Costituzione Italiana

"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione"

Art. 3 della Costituzione Italiana 

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4 della Costituzione Italiana 

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.


Questi sono i primi articoli della costituzione italiana (legge fondamentale dello Stato Italiano) approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947 ed entrata in vigore dal 1 Gennaio 1948. 


Ho evidenziato in questi primi articoli della nostra costituzione le parole a mio avviso chiave su cui dovrebbe basarsi l'economia e la crescita di un paese in particolare su una: "LAVORO".
Mai come negli ultimi anni la situazione economica italiana ha attraversato un periodo così turbolento e difficile a causa dei problemi strutturali tipici della mentalità e del popolo Italiano e a causa dei problemi legati alla globalizzazione e alla speculazione finanziaria. 
Gli ultimi dati macroeconomici parlano di un'Italia diretta sempre più verso il fallimento:
1) Il Debito Pubblico italiano a gennaio 2012 ha toccato la soglia di 1.935,829 miliardi di euro, in rialzo di 37,9 miliardi rispetto ai 1.897,946 miliardi registrati a dicembre 2011. 
2) Il fatturato dell’industria italiana a gennaio 2012, al netto della stagionalità,ha registrato una diminuzione del 4,9% rispetto a dicembre 2011 (-5,2% sul mercato interno e -4,5% su quello estero) e del 4,4% rispetto a gennaio 2011. 
Corretto per gli effetti del calendario, il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 4,4%, con una riduzione del 7,1% sul mercato interno ( valore estremamente preoccupante) e un aumento dell’1,3% su quello estero.
Come si può osservare nella tabella istat sottostante, da Gennaio 2011 a Gennaio 2012 il settore economico più colpito dalla Crisi è stato quello della fabbricazione dei mezzi di trasporto ( in altre parole un vero e proprio tracollo della vendite di automobili) con un -14%. Al contrario il settore dell'energia ha registrato un aumento del 15,6% dovuta sopratutto all'impennata dei prezzi delle materie prime (petrolio in primis) e dell'aumento del costo della benzina. 



Per quel che riguarda gli ordinativi all'industria totali, si osserva un calo congiunturale del 7,4%, ( dovuta ad una contrazione del 7,6% degli ordinativi interni e del 7,3% di quelli esteri) . 

Il calo più ampio in tal senso si registra per la fabbricazione di macchinari e attrezzature non codificate altrove (-11,7%). In altre parole le aziende non investono più in macchinari e preferiscono spostare le loro attività produttive all'estero. 


3) Pressione fiscale e Tasse: In base agli ultimi dati ufficiali la pressione fiscale in Italia è salita al 45%. Se dovesse essere confermato l'aumento dell'Iva al 23% a partire da Settembre 2012, per gli italiani la situazione potrebbe diventare insopportabile da un punto di vista finanziario ed economico.
4) Deficit e Debito Pil : In base ai miei calcoli il Deficit italiano a fine 2012 dovrebbe assestarsi tra il 4% e il 5% mentre il Debito/Pil ha già superato il 123,5%. In base agli ultimi dati disponibili il Pil 2012 ha già registrato una contrazione dello 0,5% ( primo trimestre -0,5% di Pil ). Personalmente mi aspetto un calo a fine anno compreso tra l'1,5% e il 2%. 
5) Tasso di disoccupazione e lavoro: il tasso di inattività della popolazione compresa tra i 15 e i 64 anni è salito al 37,3%Il valore in assoluto dei disoccupati (2,312 Milioni) non è mai stato così elevato dal 2000 ma il dato più preoccupante riguarda la disoccupazione giovanile salita al 31,1%. In altre parole significa che un ragazzo su tre (di età compresa tra i 15 e i 24 enni) è senza lavoro. Tale percentuale è cresciuta dello 0,1% rispetto a dicembre 2011 e del 2,6% su base annua.
6) Inflazione: Gli ultimi dati parlano di una crescita dei prezzi del 3,2% rispetto ad un anno fa ma il costo  del carrello della spesa è salito del 4,5%
In realtà, come sappiamo questi valori sono sottostimati e la vera inflazione percepita dalle famiglie con un basso reddito è attorno al 7-8%
7) Prezzi dei carburanti: 
Il prezzo della benzina merita un capitolo a parte. 
Come tutti sappiamo il prezzo della benzina è salito a 1,87 euro a litro (con punte vicine ai 2 euro a litro al centro italia) mentre il diesel è salito a 1,77 euro a litro e il Gpl salito a 0,872 euro a litro. Da Gennaio 2011 il prezzo della Benzina è salito di oltre il 25% passando da 1,45 euro a 1,87 euro a litro. Se poi confrontiamo i prezzi con il 2003 la situazione è alquanto sconfortante per gli automobilisti italiani. Infatti a dicembre 2003 il prezzo della Benzina si assestava a 1,03 euro a litro, il diesel a 0,87 euro a litro e il Gpl a 0,49. Insomma circa la metà dei prezzi attuali. 
Da un punto di vista economico ciò ha delle ripercussioni molto importanti sull'intera economia italiana. Infatti il sistema dei trasporti in Italia avviene quasi esclusivamente su gomma (dati non ufficiali parlano di una cifra vicina all'80%) e ciò significa che questi rincari si ripercuoteranno completamente su ogni attività produttiva dall'agricoltura all'industria fino ai consumatori finali. I cittadini italiani spendendo di più per i loro spostamenti (ad esempio per andare al posto di lavoro) saranno incentivati a eliminare altre spese (es abbigliamenti, cinema, svago, vacanze) provocando quindi un ulteriore crollo del Pil. A mio avviso il governo dovrebbe intervenire tempestivamente (riduzione delle accise sui carburanti di almeno 10 cent a litro) altrimenti il paese rischia di entrare in un vortice di Recessione inflazionistica in cui i cittadini diventeranno giorno dopo giorno sempre più poveri. 


giovedì 15 marzo 2012

Milano sfiora i 17000 punti ma il Debito Pubblico segna un nuovo record


Chiusura in rialzo a fine giornata per la borsa di Milano. Dopo una giornata ricca di volatilità e di numerosi cambi di tendenza nel finale le quotazioni si sono mosse decisamente al rialzo portando l'indice Ftse Mib a quota 16993 punti in rialzo dello 0,85%
Come si può osservare nel grafico sottostante, l'indice italiano si è riportato a ridosso dei massimi della settimana. L'eventuale rottura dei 17050 punti potrebbe innescare nuovi rialzi con target a 17200 punti e successivamente a 17500 punti. Al contrario eventuali prese di beneficio potrebbero riportare l'indice dapprima sui 16800 punti ed eventualmente a 16600 punti. Tuttavia la chiusura sui massimi di seduta lascia intravedere una decisa forza del trend rialzista in atto e la possibile prosecuzione di tale rally azionario. 

In tal senso la rottura intraday dei 1400 punti dell'indice SP500 e dei 13200 punti dell'indice Dow Jones confermano la volontà rialzista dei principali mercati azionari nell'ultimo periodo. Tuttavia va sottolineato che alcuni indicatori iniziano a segnalare situazioni di ipercomprato sugli indici americani (l'indice SP500 è salito di oltre il 30% negli ultimi 5 mesi) e che quando ci sarà un cambio di tendenza potrebbero esserci violenti crolli. Inoltre, se l'indice Dow Jones dovesse chiudere anche oggi in territorio positivo sarebbe la settima seduta consecutiva al rialzo. 

Sul fronte macroeconomico i mercati sembrano aver ignorato i pessimi dati sul debito pubblico italiano relativi a gennaio 2012. La banca d'Italia ha infatti comunicato che è stato registrato un nuovo record per il debito pubblico  che a gennaio ha toccato la soglia di 1.935,829 miliardi di euro, in rialzo di 37,9 miliardi rispetto ai 1.897,946 miliardi registrati a dicembre 2011.
L'istituto ha precisato che l'incremento del debito riflette principalmente l'accumulo delle disponibilità del Tesoro presso la Banca d'Italia (32,6 miliardi), che sono aumentate come avviene regolarmente in questo periodo dell'anno.Sempre a gennaio, riferisce Bankitalia, il fabbisogno dello stato si è attestato a 4,0 miliardi, superiore di 1,5 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2011; ciò è attribuibile principalmente all'incremento della spesa per interessi e al pagamento della quota di competenza dell'Italia dei prestiti erogati dall'Efsf parzialmente controbilanciato dall'incremento delle entrate fiscali e dalla flessione della spesa primaria.
Tale valore a mio avviso è decisamente preoccupante e in base ai miei calcoli il rapporto Debito/Pil a questo punto dovrebbe avvicinarsi al 123,5%


martedì 13 marzo 2012

Wall Street Euforica torna sui massimi degli ultimi 4 anni!


Chiusura euforica per le borse americane questa sera. Il Dow Jones è salito di 217,97 punti, pari all'1,68%, e si e' assestato a quota 13.177,68 punti sui massimi degli ultimi 4 anni. Il Nasdaq ha registrato un balzo di 56,22 punti, pari all'1,88% e si e' fermato a quota 3.039,88 registrando il valore più elevato degli ultimi 10 anni. Ottima performance anche per l'indice Sp500 salito dell'1,82% a quota 1396,02 punti.  
A trascinare al rialzo i listini americani sono state le parole della Federal Reserve che ha lasciato invariato il costo del denaro ed ha intravisto una crescita moderata per l'economia americana anche sul fronte lavorativo. 
In realtà i mercati erano partiti bene già nel primo pomeriggio a seguito della notizia comparsa qualche ora fa sui monitor degli operatori: l'agenzia di Rating Fitch ha migliorato il merito di credito della Grecia a "B-" con  outlook  stabile dal precedente “RD” (Restricted Default). “Fitch ha ritirato –si legge nella nota- i rating emessi dalla Repubblica greca ed ha assegnato il giudizio "B-" ai nuovi titoli obbligazionari emessi  dopo lo swap sul debito. Il rating sulle obbligazioni rimarrà pari a "C" fino al settlement dell'operazione, prevista per l'11 aprile.
Questo evento ha fatto letteralmente crollare i rendimenti dei titoli di stato a 10 anni sulla Grecia che sono passati dal 35,2% al 17,2% in un sol colpo. Chi ci ha creduto si porterà a casa un bel guadagno domani.  


Forse potrebbe essere anche interessante iniziare a valutare l'acquisto di qualche Etf sulla Grecia che ha perso oltre il 90% negli ultimi anni...

Da un punto di vista macroeconomico va segnalato il buon esito delle aste sui titoli di stato italiani. Il Tesoro italiano ha collocato titoli di stato a tre mesi per un valore pari a €3,5 miliardi, ad un tasso dello 0,439% , in forte flessione  rispetto al precedente pari all' 1,735%. La domanda degli investitori è stata buona, con il rapporto bid-to-cover pari a 2,23 anche se in deciso calo rispetto al precedente 3,05.
Sono stati emessi anche titoli di stato con scadenza a 12 mesi, per un valore di 8,5 miliardi di euro; in questo caso il tasso medio si è attestato all'1,43%, in flessione rispetto al 2,230% dell'ultima asta.  La domanda in questo caso è stata ottima con il rapporto bid to cover salito a 1,38 contro gli 1,09 precedenti. 
Va segnalato che rendimenti simili non si registravano sui mercati da agosto del 2010 segno che il punto peggiore della crisi finanziaria (perchè quella economica è ovviamente sotto gli occhi di tutti) è sicuramente alle spalle per quanto riguarda l'Italia. 
Il grafico sottostante forse è quello che esprime meglio di tutti l'evoluzione della crisi dei nostri titoli di stato nell'ultimo anno. Tale grafico, relativo ai bot semestrali, mostra l'incredibile andamento dei rendimenti offerti dai titoli italiani. Come si può osservare si è passati dal 7,9% raggiunto a novembre ( giorni in cui l'italia ha realmente rischiato di saltare per aria) al tasso di tutta tranquillità dello 0,836%  registrato quest'oggi. 


Se i tassi dovessero mantenersi su questi livelli nelle prossime settimane credo che il listino italiano avrà ottime possibilità di registrare performance interessanti (+10%?), magari anche superiori a quelle degli altri indici europei per la maggior ingerenza del settore bancario all'interno dell'indice (particolarmente colpito durante il picco della crisi finanziaria).  

lunedì 12 marzo 2012

Milano ancora intrappolata tra i 16150 e i 17000 punti


Ennesima giornata ricca di incertezze per l’indice di Milano Ftse Mib. Dopo un avvio in ribasso le quotazioni avevano subito una decisa accelerata in mattinata che lo avevano portato fino a 16600 punti,  ma piano piano sono scattate le prese di beneficio che lo hanno riportato fino a 16350 punti. Dopo un’estenuante alternarsi di rialzi e di ribassi l’indice ha poi chiuso in leggero calo (-0,13% a quota 16457 punti) ma in recupero rispetto ai minimi registrati durante la seduta.  


Graficamente la situazione appare di completa incertezza , in quanto le quotazioni ormai oscillano nervosamente da giorni tra i 16100-16150 punti e i 17000 punti. Oltretutto si può osservare che nelle ultime sedute sono stati registrati dei minimi crescenti  e massimi decrescenti  (segnalati entrambi dalle trendline in rosso). A questo punto le prossime due giornate saranno di fondamentale importanza per lo sviluppo grafico delle prossime settimane. Infatti l’eventuale rottura al rialzo o al ribasso di questo cuneo potrebbe innescare un nuovo trend che darà una decisa direzionalità al rialzo o al ribasso delle quotazioni. 
In tal senso cerchiamo di analizzare i possibili scenari: 
1) L’eventuale tenuta dei 16400 punti per il Ftse Mib potrebbe portare l’indice a ritestare la resistenza chiave passante a 16600 punti. L’eventuale rottura di questo livello, magari accompagnata da un bell’aumento dei volumi, se confermata in chiusura aprirebbe lo spazio a un nuovo rally azionario con successivo target a 16800 e a 17000 punti. L’eventuale ulteriore rottura di questa resistenza mensile potrebbe proiettare l’indice anche a 17500-17600 punti nelle prossime settimane. 
2) Il secondo scenario è invece alquanto negativo. Infatti l'eventuale rottura dei 16350-400 potrebbe innescare nuove prese di beneficio con primissimi target a quota 16150-200 punti e successivamente a 16000 punti. L'eventuale rottura del supporto statico dei 16000 punti confermerebbe il cambiamento del trend rialzista di fondo delle ultime settimane con successivi target a 15800 e a 15600 punti. 

Difficile capire quale dei due scenari potrà realizzarsi ma sicuramente il timido recupero dai minimi di giornata innescatosi nell'ultima fase della seduta odierna lascia qualche spiraglio di luce in più per il primo scenario. 

Da segnalare infine che lo spread tra Btp e Bund tedesco a 10 anni è tornato a salire leggermente quest'oggi a 316 punti base dopo i minimi di 301 punti registrati nella scorsa settimana.  

domenica 11 marzo 2012

Le verità nascoste sul Default della Grecia


Probabilmente questa notizia ha avuto poco risalto sui vari quotidiani, media etc etc ma la realtà è che la Grecia è ufficialmente in Default
Infatti per la società di Rating Moody's lo swap sul debito, effettuato pochi giorni fa dal governo di Atene rappresenta infatti un "distressed exchange" e quindi un default sul debito. 
In base alle statistiche si tratta del 5° default della Grecia dal 1820. 

I titoli greci entreranno «nelle statistiche di default» di Moody's alla scadenza, che è «stata l'8 marzo per i bond regolati dalla legge greca e che è prevista il 28 marzo per i titoli regolati da normativa estera», si legge in una nota, nella quale si precisa che Moody's rivedrà il rating della Grecia per valutare l'impatto dello swap sulla sostenibilità del debito insieme ad altri fattori rilevanti, incluso il rispetto delle condizioni per gli aiuti esterni e le prospettive di crescita. (fonte sole 24 ore) 

Nell'ottimo grafico sottostante elaborato dal Sole 24 ore si possono ripercorrere le varie tappe, in breve, della crisi greca che ha portato al Default. 


Va sottolineato che l'uso da parte della Grecia della clausola di azione collettiva (Cac) ha portato le adesioni dello Swap al 95,7% del debito totale. Di fatto tale dispositivo coercitivo obbligherà i creditori privati a partecipare alle perdite sul debito ellenico e farà scattare il pagamento dei Cds, pari a oltre 3 miliardi di dollari di risarcimenti da parte delle assicurazioni stipulate contro l'insolvenza di Atene. (questo secondo evento produrrà molto probabilmente delle tensioni sul comparto bancario/assicurativo in quasi tutto il mondo finanziario) 
A comunicare questa decisione è stata l'Ista (International, Swaps & Derivative association)


Molti saranno sorpresi da questa notizia anche perchè fino a pochi giorni fa i mercati finanziari sembravano festeggiare allegramente il salvataggio della Grecia. In realtà osservando i valori dei Cds a 5 anni della Grecia che avevano toccato i 25422 punti e il grafico dei rendimenti dei titoli di stato a 1 anno che avevano raggiunto il 1143% questo venerdì si poteva comprendere facilmente cosa sarebbe accaduto. 




Quello che pochi sanno invece è che nel mercato grigio (fonte trading no stop) i nuovi 24 bond (con varie scadenze e clausole) della Grecia frutto dello scambio con i vecchi bond greci (in altre parole quelli dello swap) ora quotano circa 1/4 rispetto a venerdì. In altre parole se inizialmente un soggetto avesse investito 100 euro in bond della Grecia, si sarebbe trovato in mano circa 53,5 euro venerdì quando lo swap era stato accettato dal mercato, e qualcosa come 13 euro sul mercato grigio ad oggi. Un affarone vero? 

Già nel lontano aprile del 2010 avevo sottolineato più volte la situazione di crisi della Grecia specificando che il mercato stava scommettendo sul fallimento del paese e che probabilmente era già stato superato il punto di non ritorno. In tal senso vi consiglio di rispolverare questi articoli: 

Peccato che gli organi economici internazionali siano stati assolutamente inutili in questi due anni prolungando solo l'agonia dei cittadini greci e peggiorando la situazione con le varie dichiarazioni sempre più vaghe e spesso contrastanti. 
A tal proposito questa sera il Fondo Monetario Internazionale si dice pronto a erogare 28 miliardi di euro in favore della Grecia per i prossimi quattro anni a sostegno dell'ambizioso programma economico della Grecia. A voi ogni commento...

Quello che ora mi preoccupa sono i seguenti 5 aspetti: 

1) Cosa accadrà alla Grecia, che in base agli ultimi dati aveva un Debito/Pil del 160%, un tasso di disoccupazione giovanile del 51% e un PIL in calo del 7% annuo e veniva da 5 anni di recessione economica? 
2) Quali saranno le reazioni dei mercati azionari lunedì a questa notizia? Inizio di un nuovo crollo o i mercati avevano già scontato il tutto quest'estate?
3) Quali saranno le possibili implicazioni in termini di effetto domino sugli altri Piigs (in particolare su Irlanda e Portogallo che hanno già un piede nella fossa, ma anche su Spagna e Italia?)
4) Cosa accadrà all'Euro e all'Eurozona? 
5) Ci saranno effetti anche sull'intera economia mondiale? Ci sarà un ulteriore peggioramento della crisi economica e finanziaria come quella che si verificò dal 1929-1933?  

Gradirei un vostro parere su questi quesiti anche se forse solo il tempo ci potrà fornire la verità ma il futuro economico mondiale mi sembra meno roseo di qualche anno fa....vedremo


martedì 6 marzo 2012

Milano Affonda : Ftse Mib - 3,4%


Chiusura in deciso ribasso per la borsa italiana quest'oggi. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 3,39% a quota 16218 punti. A pesare sul listino sono stati i titoli bancari protagonisti in negativo per l'ennesima volta: Monte dei Paschi ha ceduto il 6,44%, Bpm il 5,92%, Mediobanca il 5,63%, Unicredit il 5,18%. Male anche Intesa SanPaolo, che ha perso il 4,93% e anche Fiat (-6%) che è stata la peggiore degli industriali.. L'accordo sul debito Premafin ha abbattuto le quotazioni di Fonsai (-9,7%) mentre solo Lottomatica (-0,15%) ha limitato i danni. 
A scatenare le vendite quest'oggi sono stati 3 eventi:
1) la Cina sta rallentando la propria crescita (+7,5% di Pil, valore estremamente elevato ma meno delle attese degli investitori e inferiore alla crescita degli ultimi anni) 
2) La crescente tensione sulla vicenda Grecia: il prossimo giovedì 8 marzo  i creditori privati di Atene dovranno pronunciarsi sul piano di swap bond da 200 miliardi.  La paura che non venga raggiunta una soglia soddisfacente di consensi (almeno il 66%) ha innescato le vendite. Va sottolineato che il rendimento dei titoli della Grecia a 1 anno ha toccato la stratosferica cifra del 1000%

3) Le preoccupazioni sulle crescenti tensioni geopolitiche tra Israele e Iran, sul controverso programma nucleare di Teheran. 

Graficamente parlando la situazione sembra tornare piuttosto preoccupante per il listino italiano. La chiusura sui minimi di seduta è sicuramente un segnale della forza del trend ribassista innescatosi da qualche giorno sulla mancata rottura rialzista dei 17000 punti. L'oscillatore MACD inoltre segnala la possibilità di un nuovo trend ribassista che potrebbe durare per qualche giorno/settimana.


L'eventuale rottura del supporto chiave passante in area 16200-16150 punti potrebbe innescare nuovi ribassi con target a 16050-16000 punti e successivamente a 15800 e 15600 punti. Al contrario la tenuta di questi valori potrebbe innescare un pronto recupero azionario con target a 16340 punti e successivamente a 16450 punti. Tuttavia il trend primario rialzista di lungo periodo sarà confermato soltanto con una chiusura al di sopra dei 17000 punti. 



domenica 4 marzo 2012

Il vero problema dell'Italia rimane la Disoccupazione


Gli ultimi mesi sono stati piuttosto tribolati per il nostro paese sia da un punto di vista finanziario che da un punto di vista economico. Negli ultimi tempi il quadro generale è nettamente migliorato, merito del nuovo governo tecnico che ha ridato una credibilità internazionale dell'Italia piuttosto solida. Come tutti saprete lo Spread con i titoli tedeschi a 10 anni si è quasi dimezzato in pochi mesi scendendo a 311 punti base ( valore di venerdì 2 Marzo).
Tuttavia lo scenario economico appare ancora molto debole e gli ultimi dati sono terrificanti:
Il numero dei disoccupati a gennaio 2012, secondo le stime provvisorie Istat, è stato pari a 2 milioni 312 mila, in aumento del 2,8% rispetto a dicembre 2011 e del 14,1% su base annuaDetto in altre parole, il tasso di disoccupazione è salito al 9,2% (+0,2% rispetto a dicembre) , il peggior valore dal 2004.
Considerando anche tutti i lavoratori che in questo momento si trovano in cassa integrazione tale valore salirebbe attorno ai 3 Milioni di disoccupati, pari ad un vero tasso di disoccupazione del 12%. 
Se poi considerassimo anche tutte le persone che non cercano più un lavoro tali valori salirebbero a dismisura. In base agli ultimi dati, infatti, il tasso di inattività della popolazione compresa tra i 15 e i 64 anni è salito al 37,3%.
Il valore in assoluto dei disoccupati (2,312 Milioni) non è mai stato così elevato dal 2000 ma il dato più preoccupante riguarda la disoccupazione giovanile salita al 31,1%. In altre parole significa che un ragazzo su tre (di età compresa tra i 15 e i 24 enni) è senza lavoro. Tale percentuale è cresciuta dello 0,1% rispetto a dicembre 2011 e del 2,6% su base annua. 
Allargando l'orizzonte a quello europeo la situazione non cambia di molto. Gli ultimi dati Eurostat segnalano un tasso di disoccupazione del 10,7% nell'Eurozona (era 10,6% in dicembre) e del 10,1% nell'Ue a 27 paesi (10% in dicembre). I disoccupati sono pari a 24,325 milioni nell'Unione europea, di cui 16,925 nell'Eurozona; l'aumento rispetto a dicembre è di 191 mila persone, di cui 185 mila nei 17 paesi della moneta unica. Rispetto a gennaio 2011 scorso, i disoccupati sono aumentati di 1,488 milioni nell'Ue e di 1,221 milioni nell'Eurozona. 
Va sottolineato che gran parte dei nuovi disoccupati fanno parte dei Piigs: infatti i tassi di disoccupazione più elevati si confermano in Spagna (23,3%), Grecia (19,9% ma il dato è di novembre), Irlanda e Portogallo (entrambi al 14,8%). 
Situazione ben diversa in Germania (6,8%), Austria (4%), Olanda (5%) e Lussemburgo (5,1%).
Drammatica la situazione dei giovani disoccupati (15-24 anni) saliti a 5,5 milioni nell'Unione Europea a 27paesi e a 3,314 milioni nell'Eurozona, con tassi rispettivamente pari al 22,4% e al 21,6%; il fenomeno è particolarmente presente in Spagna (49,9%), Grecia (48,1% in novembre) e Slovacchia (36%) e come detto sopra Italia (31,1%). 

Personalmente credo che sia l'Italia che l'Europa debbano puntare tutto sui giovani per garantirsi un futuro altrimenti la situazione non potrà che peggiorare nei prossimi anni. A mio avviso credo che il punto nevralgico del problema sia il lavoro e la retribuzione minima garantita dalle aziende. Negli ultimi anni si è abusato di alcune tipologie contrattuali (tirocini/stage di pochi mesi) volte a sfruttare i giovani (10-12 ore al giorno con retribuzioni variabili dai 300 ai 600 euro al mese) senza garantirgli un reale futuro. 
La vera sfida italiana ed europea passerà proprio dalla riforma del lavoro, perchè senza un lavoro per le nuove generazioni non possono esserci consumi, investimenti e sopratutto crescita economica. 


giovedì 1 marzo 2012

Milano superstar. Ftse Mib +2,9% e lo spread crolla a 309 punti base


Chiusura brillante per la borsa di Milano quest'oggi. A fine seduta l'indice Ftse Mib ha registrato una crescita del 2,93% a quota 16830 punti. Va segnalato che il listino italiano è stato il migliore in tutta europa, evento che non si verificava da mesi. 
Come si può osservare nella tabella sottostante (fonte Borsa Italia) la borsa Milanese ha registrato una performance quasi doppia rispetto alle altre borse europee grazie alle brillanti chiusure di alcuni titoli bancari: (Banco Popolare +10,5%, Ubi banca +6%, Unicredit e Banca Popolare Emilia Romagna +5,8%,Intesa San Paolo +4,5%.  


Da un punto di vista grafico si può osservare che la situazione appare in deciso miglioramento. La chiusura sui massimi di seduta e al di sopra della media mobile a 200 giorni ( rappresentata dalla linea blu) è indubbiamente un ottimo segnale sulla forza del movimento in atto. Inoltre appare piuttosto evidente il trend rialzista in essere negli ultimi mesi che ha riportato le quotazioni da 13000 punti ai 16830 punti odierni. A questo punto l'eventuale rottura dei 16860 punti aprirebbe lo spazio ad ulteriori allunghi con target sulla resistenza posta a 17050 punti (valore registrato ad ottobre scorso). L'eventuale ulteriore rottura di questa resistenza statica potrebbe proiettare il nostro indice verso i 17500 punti e successivamente attorno ai 17700-17800 punti. 


Da un punto di vista macroeconomico va segnalato il violento crollo registrato negli ultimi giorni dallo Spread con i titoli tedeschi a 10 anni. Come si può osservare nell'immagine sottostante il valore odierno (chiusura a 309 punti base) è il minimo registrato da luglio del 2011. 


Contemporaneamente il rendimento dei BTP decennali italiani è sceso al 4,95%, un valore che rispecchia la reale solidità finanziaria ed economica del nostro paese grazie alle manovre economiche approvate negli ultimi mesi dal governo Monti. 

Ancor più emblematico è il grafico sottostante relativo ai rendimenti dei titoli italiani a 2 anni: 


Come si può osservare nel giro di pochi mesi il rendimento dei titoli italiani è sceso dal 7,92% toccato il 25 novembre scorso, quando eravamo ad un passo dal Default all'1,75% odierno. 

Forse è ancora presto per dirlo, ma, a mio avviso, il peggio della crisi finanziaria sembra essere ormai alle spalle e nei prossimi mesi si spera che ci siano i primi riflessi di tali miglioramenti anche sull'economia reale.