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martedì 1 novembre 2011

La fine del mondo è vicina? Ftse Mib -6,8%


Difficile non usare termini catastrofici da fine del mondo dopo una giornata come quella di oggi. Seguo i mercati finanziari dal 1998 e solo in altre 4-5 sedute ho assistito a scene di panico generalizzato come è accaduto quest'oggi. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 6,80% a quota 14928 punti  ( un calo di oltre 1000 punti in una singola seduta). Si tratta del peggior ribasso dal 10 ottobre 2008 e probabilmente tra le peggiori dieci sedute di sempre della borsa di milano. 
Tutti i titoli dell'indice principale hanno chiuso in territorio negativo:


Fonte : Fineco


Il comparto bancario è stato quello più penalizzato con cali a doppia cifra sia per Intesa San Paolo (-15,8%) che per Unicredit (-12,4%)

La decisione del premier greco Papandreou di indire un referendum popolare sul piano di aiuti per la Grecia, deciso a Bruxelles, che prevede il taglio del 50% del valore delle obbligazioni e una riduzione del terzo del debito di Atene in cambio di nuove risorse per 130 miliardi di euro ha scatenato il panico sui mercati azionari internazionali.

"Si dà per scontato che l'esito del referendum sarebbe un "no" e questo equivarrebbe all'uscita di Atene dall'unione monteria dunque alla fine dell'euro" .

Tale decisione avrebbe ripercussioni gravissime con effetto domino per l'euro e per l'europa nonché per l'economia Mondiale. 
A risentirne maggiormente sono stati i titoli di stato italiani che hanno raggiunto rendimenti record. (Il Btp decennale ha chiuso al 6,19% dopo aver toccato il 6,34%). Contemporaneamente lo spread tra Btp e Bund è salito al nuovo record storico a quota 442 punti base ( dopo un picco a 455 punti base). 
A mio avviso la situazione si sta facendo estremamente delicata per tutta l'europa e per l'Italia in particolare che dovrebbe dare delle risposte chiare sia all'Europa che ai mercati. In tal senso non escluderei una manovra aggiuntiva con nuovi tagli o nuove tasse (ad esempio: taglio delle tredicesime ai dipendenti del settore pubblico, patrimoniale dello 0,5% su tutti i conti correnti, reintroduzione dell'Ici).
Anche la Bce dovrebbe tagliare immediatamente i tassi di interesse dell'1% per cercare di salvare il salvabile perchè l'economia europea e mondiale sono davanti alla peggiore crisi economica e finanziaria degli ultimi 80 anni. 


Da un punto di vista grafico la situazione appare in deciso peggioramento. La chiusura sui minimi di giornata indica una netta prevalenza delle vendite rispetto agli acquisti. La rottura della media mobile a 56 giorni conferma la pressione ribassista e preannuncia ulteriori ribassi per i prossimi giorni. Anche l'oscillatore macd segnala la fine del trend rialzista durato circa un mese sull'indice milanese . A questo punto credo che il mercato possa tornare nei prossimi giorni verso quota 14800 punti e successivamente a 14500 punti e in estensione anche a 14000 punti. Al contrario in caso di rimbalzi solo il superamento dei 15500 punti potrà riportare un po di serenità sui mercati. 


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