mercoledì 27 luglio 2011

Ancora raffiche di vendite per Milano: Ftse Mib -2,8%

Giornata ancora una volta turbolenta per i mercati finanziari quest'oggi. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 2,8% ,a quota 18494 punti, trascinato in basso, ancora una volta, dal settore bancario: Unicredit -4,5% e Intesa San Paolo -5% . A destare preoccupazioni ancora la situazione dei debiti pubblici europei, Grecia, Portogallo, Irlanda e Italia continuano a tenere sulle spine tutti gli investitori. Anche gli americani sono allarmati dal debito pubblico degli Stati Uniti e il 3 Agosto sarà una data cruciale in tal senso....Vedremo cosa accadrà.
Per quanto riguarda il nostro indice la situazione grafica appare ancora molto negativa, e il calo di questi giorni non lascia alcuna indicazione positiva per il lungo periodo. Negli ultimi 5 giorni l'indice è passato da 20000 punti a 18300 punti...
Tuttavia nel breve potrebbe essere interessante provare qualche long su alcuni livelli chiave come i 18000 del Ftse mib o sui 1,50 euro di Intesa San Paolo, ma con stop loss estremamente rigidi. 

In caso di rimbalzi l'indice potrebbe riportarsi attorno ai 19000 punti e successivamente a 19200 punti. Al contrario in caso di ulteriori ribassi i primi supporti transitano in area 18300 , 18000, 17700 e 17380 punti. Al di sotto di quest'ultimo livello il mercato potrebbe letteralmente crollare, fino a toccare nei mesi successivi circa 15000 punti. 
Al momento sono in vacanza ma con un occhio seguirò sempre l'andamento dei mercati, cercando per quanto possibile, di postare qualche articolo nelle giornate più significative. 

giovedì 21 luglio 2011

L'europa si salverà...almeno per il momento



Nella bozza diffusa dall'Eurozona, in conclusione del summit di emergenza iniziato poco prima delle 14 ora italiana, è emerso che il Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF), che è stato istituito per erogare finanziamenti ai paesi più vulnerabili dell'area euro, potrà ricapitalizzare anche le banche di stati che non sono stati ancora salvati con un piano di bailout.
Nel documento si legge, inoltre, che i prestiti del Fondo, , che la scadenza dei prestiti sarà prorogata da 7 anni e mezzo ad almeno 15 anni, e che il tasso di interesse a cui tali prestiti vengono ripagati, al momento attorno al 4,5% circa, sarà abbassato nel caso della Grecia e del Portogallo, al 3,5% circa in modo da permette a questi paesi di arginare l'attuale crisi. 
Il fondo europeo avrà anche la possibilità di erogare linee di credito ad altri paesi europei, inclusi quelli che non hanno ancora beneficiato dei piani di salvataggio dell'Ue e del Fondo Monetario Internazionale.
Infine, continuano le trattative per la partecipazione dei privati al secondo piano di salvataggio per la Grecia e che tutte le opzioni rimangono sul tavolo. "Il comparto finanziario ha confermato la sua volontà di sostenere la Grecia in modo volontario attraverso una lista di opzioni che vanno dal buyback sul debito, alle operazioni di swap e al rollover".

Il mercato ha capito che, in qualche maniera, l'europa si salverà, e che i crolli dei giorni scorsi sono stati frutto della speculazione internazionale. Si è vero i problemi macroeconomici e le differenze economiche tra i vari paesi europei rimangono ma non è ancora arrivato il momento di scrivere la parola fine sull'Euro e sull'Europa. 
Emblematico è, in tal senso, il grafico dello spread tra il btp e il bund tedesco a 10 anni sceso quest'oggi a 246 punti, dopo aver toccato i 350 punti nei giorni precedenti. A mio avviso nelle prossime sedute tale valore dovrebbe tornare attorno ai 220 punti e in quel momento si potrebbe pensare di vendere qualche  posizione rialzista. 


Per quanto riguarda il nostro Ftse Mib la situazione appare in deciso miglioramento rispetto agli ultimi giorni. 

clicca sul grafico per ingrandirlo
Quest'oggi l'indice dopo un avvio alquanto tribolato in cui il Ftse Mib aveva raggiunto i 18458 punti (-1,4%) il mercato ha reagito violentemente ripartendo al rialzo per chiudere a quota 19490 punti (+3,76%). Graficamente l'indice dovrebbe proseguire la propria corsa con target intermedio a 19700 punti e successivamente a 20000 punti. Ulteriori allunghi rialzisti potrebbero proiettare il nostro Ftse Mib verso i 20220 punti e poi a 20550 punti. 
Al contrario in caso di nuove prese di beneficio il mercato dovrebbe assestarsi sui 19370 punti e successivamente a 19200 punti. L'eventuale ritorno al di sotto dei 19000 punti potrebbe essere interpretato come un nuovo segnale di pericolo. 

martedì 19 luglio 2011

Scatta il rimbalzo: Ftse Mib +1,92%


Torna finalmente il segno verde a piazza affari dopo i crolli dei giorni precedenti. A fine seduta il Ftse Mib ha guadagnato 1,92% a quota 18229 punti. A trascinare al rialzo l'indice Milanese sono stati quest'oggi i titoli bancari, in particolare Intesa (+4,3%) e Unicredit (+4,6%). 


Graficamente la situazione appare in leggero miglioramento ma la chiusura al di sotto dei massimi di giornata mostra che gli investitori sono ancora indecisi sul da farsi. Vedremo domani cosa accadrà.

Da un punto di vista macro va segnalato il calo dello spread tra Btp e Bund tedesco a 10 anni a quota 305 punti base. Il rendimento del Btp decennale è sceso infatti a quota 5,73% dopo aver toccato il 6% nei giorni precedenti. 

A destare grandi preoccupazioni è invece la situazione Greca.
Quest'oggi il rendimento dei titoli di stato a 2 anni ha toccato il 39,02%. Siamo ormai vicini a dei livelli da fallimento.


 Ma la situazione appare molto complessa anche per il resto dei Piigs. 

Rendimento titoli di stato a 5 anni della Grecia: 21,68%
Rendimento titoli di stato a 10 anni della Grecia: 18,02%
Rendimento titoli di stato a 10 anni dell'Irlanda: 13,67%
Rendimento titoli di stato a 10 anni del Portogallo:12,63%
Rendimento titoli di stato a 10 anni della Spagna: 6,09%
Rendimento titoli di stato a 10 anni dell'Italia: 5,73%
Rendimento titoli di stato a 10 anni del Belgio: 4,34%

Totalmente diversa invece la situazione di Francia e Germania:

Rendimento titoli di stato a 10 anni della Francia: 3,35%

Rendimento titoli di stato a 10 anni della Germania: 2,68%


Da notare il calo del rendimento dei titoli tedeschi nell'ultimo periodo...

lunedì 18 luglio 2011

Ancora un bagno di sangue per il Ftse Mib: -3,06%


Ancora una volta la settimana si apre nel peggiore dei modi per i risparmiatori italiani. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 3,06% a quota 17885 punti. Molto colpito tutto il settore bancario e assicurativo con molti titoli che sono stati sospesi nel corso della seduta (Unicredit, Intesa San Paolo). 


Già in mattinata questo comunicato era stato poco rassicurante: 

"Borsa Italiana ha comunicato che la negoziazione su alcuni strumenti quotati sui mercati ETF, SeDeX e MOT resterà sospesa per il resto della seduta odierna.Tali strumenti sono sospesi già dalle prime ore della mattina". 

Il mercato è preda in questo momento di ondate speculative e di panico diffuso, dovuto in particolare all'ampliamento dello spread tra Btp e Bund ( salito in questo momento a 330 punti). 

Graficamente la situazione appare compromessa su tutti i time frame considerati, e sembra che il mercato possa ancora continuare a scendere nelle prossime sedute verso i 17500 punti e successivamente verso i 17300 e 17000 punti.Tuttavia, l'elevato livello di ipervenduto raggiunto, potrebbe innescare in ogni momento un importante recupero delle quotazioni.

Da un punto di vista macro, ho realizzato delle tabelle sull'andamento del debito pubblico italiano dal 2000 ad oggi, dando maggior spazio ai dati del 2010 e del 2011. 

Debito Publico Italiano

Valore in €
Variazione annua
Variazione % annua
2000
1.300.341
26.967

2001
1.358.333
57.992
4,46%
2002
1.368.512
10.179
0,75%
2003
1.393.495
24.983
1,83%
2004
1.444.604
51.109
3,67%
2005
1.512.779
68.175
4,72%
2006
1.582.009
69.230
4,58%
2007
1.598.971
16.962
1,07%
2008
1.663.452
64.481
4,03%
2009
1.761.229
97.777
5,88%
2010
1.843.227
81.998
4,66%
mag-11
1.897.472
54.245
2,94%
Variazione 2000-2011

624.098

Variazione % 2000-2011

45,92%



Dal 2000 a maggio 2011 il debito pubblico italiano è cresciuto di oltre 624 Miliardi di euro , pari al 45,92%  .


Pil
Deficit/pil
Debito/pil
2000
1.191.057
2,26%
109,18%
2001
1.248.648
4,64%
108,78%
2002
1.295.226
0,79%
105,66%
2003
1.335.354
1,87%
104,35%
2004
1.391.530
3,67%
103,81%
2005
1.429.479
4,77%
105,83%
2006
1.485.377
4,66%
106,51%
2007
1.546.177
1,10%
103,41%
2008
1.567.851
4,11%
106,10%
2009
1.520.870
6,43%
115,80%
2010
1.548.816
5,29%
119,01%
2011 (stima)
1.566.000
3,46%
121,17%

Nella seconda tabella si può notare che il deficit/Pil è stato sempre positivo in questi ultimi anni e il rapporto debito/pil è salito dal 103,8% del 2004 al 121,1% nel 2011 (valore da me stimato con una crescita del pil dell'1,1% a  fine anno).  



Debito Publico Italiano

2010
Variazione mensile
Gennaio
1.788.196
26.967
Febbraio
1.795.132
6.936
Marzo
1.797.808
2.676
Aprile
1.812.864
15.056
Maggio
1.827.181
14.317
Giugno
1.822.050
-5.131
Luglio
1.838.296
16.246
Agosto
1.843.006
4.710
Settembre
1.844.817
1.811
Ottobre
1.867.398
22.581
Novembre
1.869.924
2.526
Dicembre
1.843.227
-26.697
Variazione 2010

81.998

Guardando in dettaglio l'evoluzione del debito pubblico nel 2010 si può osservare una crescita in tutti i mesi dell'anno tranne in giugno e dicembre (momenti dell'anno in cui bisognava riportare i conti pubblici momentaneamente in ordine). 
Tuttavia nel mese successivo a questi aggiustamenti ( luglio 2010 ) e (gennaio 2011) si è verificata una vera impennata del debito pubblico italiano. Infatti a luglio 2010 il debito è salito di ben 16,2 miliardi e a gennaio 2011 di ben 36,7 miliardi di euro. 

Per la cronaca il debito pubblico a maggio 2011 ha raggiunto il suo nuovo record storico a quota 1897,472 Miliardi di euro


Debito Publico Italiano

2011
Variazione mensile
Gennaio
1.879.955
36.728
Febbraio
1.875.972
-3.983
Marzo
1.868.060
-7.912
Aprile
1.890.516
22.456
Maggio
1.897.472
6.956
Giugno


Luglio


Agosto


Settembre


Ottobre


Novembre


Dicembre


Variazione 2011

54.245