sabato 28 maggio 2011

Prove di rimbalzo a Piazza Affari: Ftse Mib + 0,8%

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Chiusura in netto recupero l'indice milanese quest'oggi. Dopo una seduta tribolata tra alti e bassi, il Ftse Mib ha chiuso in rialzo dello 0,79% a quota 20830 punti. Graficamente la situazione di breve periodo appare in miglioramento. Infatti l'indice, dopo aver toccato i 20400 punti qualche giorno fa sembra aver intrapreso un nuovo mini-trend rialzista che lo dovrebbe proiettare a 21200 punti durante la prossima settimana. Da segnalare che l'Rsi è fuoriuscito dal basso verso l'alto dalla zona di ipervenduto, dando così un chiaro segnale di acquisto per il medio periodo. Da notare che tale indicatore ha fornito negli ultimi 6 mesi solo altri due segnali del genere: il primo a dicembre 2010 ( l'indice poi sarebbe salito da 19000 a 21000 punti) e a metà marzo 2011 ( quando l'indice andò a scontrarsi con la media mobile a 200 giorni a quota 21000 punti prima di risalire a 22500 punti). 
L'altro oscillatore, il Macd invece rimane ancora impostato al ribasso e non ci permette di avere, per il momento, dei segnali operativi di acquisto. Vedremo cosa accadrà alla riapertura dei mercati lunedì. 

giovedì 26 maggio 2011

Milano torna debole: Ftse Mib - 0,7%

Giornata da forti emozioni quella odierna. Dopo un'avvio in netto rialzo, l'indice principale di Milano si era riportato sopra i 21000 punti attorno alle 10 di mattina  trascinato al rialzo dai titoli bancari. Nel corso della mattinata le quotazioni hanno ripreso a scendere gradualmente per poi girare in negativo verso metà seduta per chiudere a quota 20668 (-0,71%) A gettare nello sconforto gli investitori sono stati i cattivi dati macroeconomici provenienti dall'America.

Pil Usa + 1,8% contro attese di +2,2%

Infatti Dopo la crescita del 3,1% nel quarto trimestre dell'anno scorso, l'incremento del Pil reale degli Stati Uniti ha subito un rallentamento evidenziando un rialzo dell'1,8% (confermando i dati preliminari) nei primi tre mesi dell'anno.I nuovi dati pubblicati questo mese hanno mostrato livelli di consumo (che rappresentano circa il 70% dell'economia Usa) meno alti del previsto. Le spese nell'investimento immobiliare non residenziale sono risultate in salita come anche delle scorte di inventario rispetto agli annunci precedenti ma contemporaneamente si è verificato un ampliamento del deficit commerciale americano. 

Peggiori del previsto anche i sussidi di disoccupazione in america che sono saliti a 424 mila unità contro attese di 400 mila unità. Leggermente meglio del previsto le richieste di disoccupazione continua che si sono attestate a 3,690 milioni di unità.

Guardando questi dati macro la situazione economica americana appare ancora in netta difficoltà e credo che la fine del quantitative easing da parte della Fed il 30 giugno 2011 non aiuterà di certo la ripresa economica. Anzi...vedremo se Bernanke e soci decideranno di studiare altre soluzioni per rilanciare l'economia. 

Per quanto riguarda la situazione dei Piigs ad allarmare è ora l'Irlanda:
Il Grafico sottostante mostra il rendimento dei titoli decennali irlandesi che oggi hanno raggiunto un nuovo record storico all'11,05%


In calo invece i rendimenti a 10 anni della Grecia (16,37%), del Portogallo (9,61%), della Spagna (5,29%) , dell'Italia (4,714%).   

Come riporta Reuters molto complicata rimane la situazione greca: 

La Grecia rischia di non ricevere la prossima tranche di aiuti dal Fmi, con scarse possibilità che l'Europa possa coprire il buco. Lo ha detto il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker.

"Il Fmi può essere attivo solo se c'è una garanzia di rifiananziamento per 12 mesi" ha affermato, aggiungendo di non ritenere che Ue, Bce e Fmi riconosceranno che tale condizione è stata soddisfatta.

Il presidente dell'Eurogruppo ha aggiunto che se il fondo monetario internazionale non dovesse pagare la prossima tranche alla Grecia, allora ci saranno pressioni sui riluttanti paesi europei perché lo facciano loro.

Il Fmi si aspetta che gli europei intervengano al suo posto e si facciano carico della prozione di finanziamento del Fmi".

Juncker ha aggiunto: "Questo non funzionerà perché certi parlamenti ( Germania, Finlandia, Paesi bassi e anche altri ) non sono pronti a farlo.

Insomma la Grecia rischia grosso da qui alla fine di giugno e anche l'euro-dollaro che è immediatamente crollato dopo queste dichiarazioni da 1,42 a 1,4080. 

Da un punto di vista tecnico la situazione appare impostata al ribasso e il recupero andato in scena nelle ultime 30 ore e poi smentito nel pomeriggio odierno rischia di essere soltanto un rimbalzo durante un trend ribassista.  

Abbastanza eloquente a riguardo è l'andamento di alcuni titoli del settore bancario: ad esempio intesa san paolo è passata da 1,65 euro a 1,82 in due giorni per chiudere oggi a 1,74...



Per domani quindi sarà di fondamentale importanza la tenuta dei 20500-20550 punti per il Ftse Min altrimenti è probabile un rapido ritorno in area 20400 e successivamente a 20200 e 20000 punti. Al contrario il ritorno sopra i 20800 punti potrebbe anticipare un nuovo mini-trend rialzista con target 21020 punti dove transita a questo punto una resistenza molto importante.  

martedì 24 maggio 2011

Milano chiude in leggero rialzo ma la tensione resta alta.

Chiusura in leggero rialzo per la borsa Italiana oggi. Il Ftse Mib ha archiviato la seduta a quota 20582 punti in rialzo dello 0,24%. Da un punto di vista grafico la situazione rimane impostata al ribasso ma per ora il supporto a 20490-20500 punti ha tenuto piuttosto bene. La rottura della media mobile a 200 giorni (segnata in blu sul grafico) ha innescato un violento ribasso nella seduta di ieri lasciando alle sue spalle un gap piuttosto esteso. Da segnalare che i prezzi non si trovavano al di sotto di questa media da gennaio e probabilmente nei prossimi mesi il trend sarà lateral-ribassista. Per dare maggiore significatività al segnale di vendita, i prezzi dovrebbero andare a ritestare , nel breve periodo, la media mobile a 200 attorno ai 21100-21200 punti ma, al momento, è difficile capire cosa potrà accadere nelle prossime 2-3 sedute. 
Per domani, in caso di rialzo, i livelli da monitorare con attenzione saranno 20650 punti e successivamente 20800 mentre in caso di ribasso sarà fondamentale la tenuta dei 20490 punti. L'eventuale rottura di tale livello potrebbe innescare nuovi ribassi verso i 20300 e 20200 punti. 
Piccola nota finale: il settore bancario appare ancora molto debole mentre alcuni titoli come Saipem e Fiat mostrano una performance nettamente superiore a quella dell'indice generale. In questo momento è di fondamentale importanza fare una accurata selezione tra i titoli sui quali investire qualcosa e  cercherei di puntare su azioni sicure e dai solidi fondamentali. 
Tuttavia, nei prossimi giorni, qualora dovesse esserci un rimbalzo importante, anche il settore bancario potrebbe muoversi al rialzo, in particolare Unicredit che sembra aver tenuto quota 1,50 euro ad azione. 
Da un punto di vista macro la giornata odierna non ha offerto molti spunti ma vorrei segnalare il calo dello spread tra titoli di stato a 10 anni italiani e tedeschi sceso a 172 punti base.
Per il momento anche Wall Street sembra senza direzione. Vedremo cosa accadrà domani.

lunedì 23 maggio 2011

Milano crolla del 3,3% e ora la situazione si fa pericolosa

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Chiusura in deciso ribasso per il listino milanese quest'oggi. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 3,32% a quota 20532 punti. Le vendite hanno colpito tutti i settori dagli industriali ai bancari a causa delle tensioni sui debiti pubblici dei Piigs. Va ricordato però che quest'oggi molti titoli hanno staccato il dividendo, influendo complessivamente per un buon 1,8-1,9% sul calo odierno. 
Guardando il grafico si può notare che quest'oggi si è creato un gap down molto ampio e pericoloso. La rottura della media mobile a 200 giorni è un chiaro segnale di debolezza del nostro listino che a questo punto sembra proiettato sul supporto dei 20000 punti. Anche il Macd segnala una tendenza ribassista dei prezzi che non lascia molte speranze per il lungo periodo. Per domani probabile qualche tentativo di rimbalzo verso quota 20600 e successivamente a 20700-20750 punti. Al contrario in caso di ulteriori ribassi gli ultimi supporti transitano in area 20500, 20300 punti e poi a 20000. Teoricamente il gap odierno  da una parte, potrebbe essere chiuso nel giro di poche sedute ( fino a 21200 punti) ma dall'altro potrebbe rappresentare un gap di rottura che indicherebbe nuovi ribassi per le prossime settimane. Difficile dire in questo momento cosa potrà accadere anche perchè la situazione macroeconomica internazionale sta diventando rovente. 

Questo grafico rappresenta l'andamento dei cds a 5 anni (credit default swap) italiani. Oggi sono risaliti a quota 170 punti base, il livello più alto dagli ultimi due mesi.  
Contemporaneamente lo spread tra titoli decennali italiani e titoli decennali tedeschi ha raggiunto 1,79% tornando su livelli piuttosto alti. 

A preoccupare è sempre la situazione della Grecia :
Dal grafico sottostante si può notare che il rendimento dei titoli decennali di Atene ha raggiunto il 17,03%.

Contemporaneamente il rendimento dei titoli di stato della Grecia a 5 anni offrono un rendimento del 17,76%, e quelli a 2 anni del 26,25%. 
Secondo alcune indiscrezioni restano 2 mesi di vita alla Grecia prima di andare in Default. 

In peggioramento anche la situazione degli altri Piigs:
Rendimento dei titoli di stato a 10 anni dell'Irlanda è salito al 10,85% ai nuovi massimi storici.  
Rendimento dei titoli di stato a 10 anni del Portogallo è salito al 9,65%.
Rendimento dei titoli di stato a 10 anni della Spagna è salito al 5,51%.

In questo scenario da tempesta perfetta l'euro ha proseguito la propria discesa portandosi a quota 1,4040 contro dollaro mentre l'oro, il bene rifugio per eccellenza è risalito a 1516 dollari l'oncia. ( controllate le quotazioni in tempo reale cliccando qui).

Moody's e Fitch rassicurano sui conti italiani


Pareri contrastanti dalle società di Rating americane. Dopo la decisione di venerdì notte di Standard & Poor's di abbassare a negativo l'outlook sull'economia italiana, quest'oggi sono arrivate le smentite da parte delle altre due società di Rating. 

David Riley, responsabile dei rating sovrani a livello globale, di Fitch afferma: «Non c'è indicazione che il governo italiano non riesca a centrare gli obiettivi di stabilizzazione delle finanze pubbliche per il 2011». Fitch non ha intenzione di cambiare nè il rating sull'Italia nè le prospettive sul merito di credito, che rimangono stabili.
Restano dunque confermate le prospettive stabili e il rating sovrano AA- sull'Italia, superiore di un gradino rispetto al A+ di Standard & Poor's. 
Fitch ,spiega ancora Riley, non ritiene neppure vi sia un «impatto negativo» in termini di stabilità politica sul programma governativo di riduzione del deficit.
Riley inoltre aggiunge che una potenziale causa di revisione del rating o dell'outlook per l'Italia potrebbe aversi in caso di deviazione dal piano di consolidamento fiscale varato dal governo, cosa che non sta avvenendo in quanto si è riusciti a ridurre il rapporto deficit/pil del 2010 al 4,6% rispetto a proiezioni di un 5%, a fronte di "un'economia che si è ampiamente mossa in linea con le attese. 

Sulla stesa linea Moody's. Un portavoce ha ribadito che il giudizio sull'Italia é "Aa2" con outlook stabile.


sabato 21 maggio 2011

S&P taglia l'outlook sull'Italia


Risveglio non certo dei migliori per i risparmiatori italiani quello di oggi. Pochi minuti fa la società di Rating Standard & Poor's ha rivisto l'outlook sul rating della Repubblica Italiana da stabile a negativo per riflettere la sua opinione sugli aumentati rischi nell'attuazione del piano di riduzione del debito pubblico. 
Allo stesso tempo S&P ha confermato il rating a lungo termine 'A +' e a breve termine 'A-1+' sul debito sovrano dell'Italia. Il rating sul rischio di trasferimento e convertibilità fondi rimane 'AAA'. La decisione viene motivata con le "deboli attuali prospettive di crescita dell'Italia e incerto l'impegno politico nelle riforme tese a migliorare la produttività. (per maggiori approfondimenti consultate la tabella rating).
Ricordo ai lettori meno assidui che nell'ultimo trimestre il Pil italiano è cresciuto di un magro 0,1% mentre la media dell'area euro è stata 0,8%. Ben diversa la situazione tedesca (+1,5%) e francese (+1%).
Il potenziale stallo politico, in atto ormai da vari mesi, potrebbe contribuire ad uno slittamento delle riforme fiscali e di conseguenza, S&P ritiene che le prospettive di una riduzione del debito pubblico italiano siano diminuite". 
Il peggioramento delle prospettive sul rating della Repubblica Italiana da stabili a negative implicano una probabilità del 33% che i rating vengano abbassati entro i prossimi 24 mesi.
Come avevo scritto qualche giorno fa in questo articolo ( i conti pubblici italiani ) la situazione sul debito pubblico italiano appare in miglioramento e non condivido le preoccupazioni espresse da S&P tu tale aspetto.  Al contrario ritengo opportuno il giudizio della società di rating relativamente all'outlook economico nei prossimi mesi, che vedrà probabilmente una crescita vicina allo 0%. 
Vedremo cosa accadrà lunedì alla riapertura di Piazza Affari ma ho il timore di una apertura in deciso ribasso (-2%-3%) anche a causa dello stacco di numerosi dividendi. 

venerdì 20 maggio 2011

I Piigs affossano l'euro e le borse europee: Milano -1,5%

Chiusura in deciso ribasso per tutte le borse europee quest'oggi che hanno accusato cali superiori all'1%. A dine seduta il Ftse Mib ha chiuso a 21236 punti in calo dell'1,50%.  Ad affondare le borse ci ha pensato la società di rating Fitch che ha tagliato il rating della Grecia a ''B+'' a causa delle grandi sfide che attendono il paese nella correzione dei suoi conti pubblici. 
''Il taglio del rating riflette il periodo di difficoltà della Grecia per l'implementazione di radicali riforme fiscali strutturali, necessarie per assicurare la solvenza del paese e solide fondamenta per la ripresa economica''. ''Il rating 'B+' include le attese di Fitch di nuovi finanziamenti a favore della Grecia da parte dell'Unione europea e dall'Fmi, e il fatto che il debito sovrano greco non sarà soggetto di una "ristrutturazione soft" o una "riprogrammazione" che farebbero scattare il rating default da parte di Fitch''.
La società di Rating aggiunge che le prospettive future rimangono negative. 

A livello internazionale la situazione sta diventando piuttosto calda: infatti secondo fonti Svizzere, la Norvegia fermerà ogni ulteriore aiuto finanziario per Atene. La ragione e' che la Grecia non sta assolvendo le sue obbligazioni", ha detto il ministro degli esteri norvegese Jonas Gahr Store al Parlamento. 

Queste notizie hanno provocato notevoli scossoni anche al tasso di cambio euro dollaro che è crollato a quota 1,4185.


A questo punto, la situazione dei Piigs e, sopratutto della Grecia è  letteralmente fuori controllo. Ecco i valori odierni registrati da bloomberg:

Il rendimento dei titoli a 10 anni della Grecia oggi ha raggiunto il 16,57%.
Il rendimento dei titoli a 5 anni della Grecia oggi ha raggiunto il 17,18%.
Il rendimento dei titoli a 2 anni della Grecia oggi ha raggiunto il 25,47%.
Il grafico sottostante mostra lo spread tra titoli di stato della Grecia a 10 anni e titoli tedeschi a 10 anni. 
Come si può osservare nell'ultimo mese si è verificata una salita estremamente preoccupante che ha portato lo spread al nuovo record odierno del 13,51%.




La situazione per gli altri Piigs non è delle migliori e questa è la triste classifica dei rendimenti dei titoli di stato europei più a rischio: 

Il rendimento dei titoli a 10 anni della Grecia oggi ha raggiunto il 16,57%
Il rendimento dei titoli a 10 anni dell'Irlanda oggi ha raggiunto il 10,54%.
Il rendimento dei titoli a 10 anni del Portogallo oggi ha raggiunto il 9,38%
ll rendimento dei titoli a 10 anni della Spagna oggi ha raggiunto il 5,48%
ll rendimento dei titoli a 10 anni dell'Italia oggi ha raggiunto il 4,77%
ll rendimento dei titoli a 10 anni del Belgio oggi ha raggiunto il 4,22%


Il grafico sottostante mostra lo spread tra titoli di stato italiani a 10 anni e titoli tedeschi a 10 anni. Quest'oggi è salito a 1,71%, pari a 171 punti base, il livello più alto degli ultimi tre mesi. 



Da segnalare anche l'aumento di capitale da 5 Miliardi di euro deciso su Intesa San Paolo proprio oggi. Infatti secondo quanto comunicato dal Consiglio di Gestione di Intesa SanPaolo, verranno emesse 3.651.949.408 azioni ordinarie di nuova emissione, del valore nominale di 0,52 euro ciascuna, aventi le stesse caratteristiche di quelle in circolazione e godimento regolare, da offrire in opzione ai soci titolari di azioni ordinarie e a quelli titolari/portatori di azioni di risparmio della società , al prezzo di 1,369 euro per azione, di cui 0,849 euro a titolo di sovrapprezzo, nel rapporto di n. 2 azioni di nuova emissione ogni n. 7 azioni ordinarie e/o di risparmio possedute, per un controvalore massimo nominale complessivo pari a 1.899.013.692,16 euro e per un controvalore massimo complessivo, inclusivo del sovrapprezzo, pari a 4.999.518.739,55 euro. 

L'industria italiana si risveglia

Per una volta i dati macroeconomici dell'italia non sono cosi drammatici. I dati diffusi dall'Istat mostrano finalmente una timida ripresa del settore industriale italiano, che negli ultimi tempi era rimasto attardato rispetto al resto d'Europa.
Il fatturato dell'industria italiana a marzo, è aumentato del 2% rispetto al mese precedente, con incrementi pari all'1,8% sul mercato interno e al 2,3% su quello estero. Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi di marzo 2011 sono 22 contro i 23 di marzo 2010) il fatturato cresce in termini tendenziali del 12,2%. Nella media degli ultimi tre mesi (gennaio-marzo), l'indice è cresciuto del 3,0% rispetto ai tre mesi precedenti (settembre-dicembre).
In netta ripresa anche gli ordinativi dell'industria, che a marzo 2011 sono aumentati dell'8,1% su base mensile destagionalizzata. Gli ordini dal canale domestico sono saliti del 3,7%, quelli dal canale estero del 15,5%. Su base trimestrale l'aumento medio degli ordinativi totali e' stato pari al 6,3% rispetto al trimestre precedente. Su base annuale grezza, il progresso degli ordinativi e' pari al 21,2%, le maggiori variazioni hanno interessato la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso non domestico non elettriche (+43,3%) e la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+41,3%). 
La notizia sembra aver sortito degli effetti positivi sul listino milanese che in questo momento avanza dello 0,47% a quota 21660 punti. Vedremo se nel corso della giornata il Ftse Mib riuscirà a rompere l'importante resistenza dei 21700 punti. 

giovedì 19 maggio 2011

Rendimenti dei dividendi 2011 del Ftse Mib

Dividendi 2011 Ftse Mib





Nome
Rendimento
Valori  19 /05
Dividendo
Data di Stacco
Data di Pagamento
Note
A2a
5,07%
€ 1,183
€ 0,0600
20/6
23/6
0,036€ il 21/11/2011
Antaldo Sts
2,80%
€10,010
€ 0,2800
23/5
26/5

Atlantia
2,38%
€16,450
€ 0,3910
23/5
26/5

Autogrill
2,58%
€ 9,300
€ 0,2400
23/5
26/5

Azimut
3,21%
€ 7,800
€ 0,2500
23/5
26/5

Bca Mps
2,71%
€ 0,903
€ 0,0245
23/5
26/5

Bco Popolare
1,56%
€ 1,920
€ 0,0300
23/5
26/5

Bca Popolare Milano
4,72%
€ 2,118
€ 0,1000
23/5
26/5

Bulgari
0,98%
€12,280
€ 0,1200
23/5
26/5

Buzzi unicem

€ 9,950
Non distribuisce



Campari
1,13%
€ 5,290
€ 0,0600
23/5
26/5

Diasorin
1,16%
€34,400
€ 0,4000
20/6
23/6

Enel
3,84%
€ 4,686
€ 0,1800
20/6
23/6

Enel Green Power
1,44%
€ 1,893
€ 0,0272
23/5
26/5

Eni
2,94%
€17,030
€ 0,5000
23/5
26/5

Exor
1,31%
€23,610
€ 0,3100
23/5
26/5

Fiat

€ 6,920
Gia Distribuito

26/5

Fiat Industrial

€ 9,645
Non distribuisce



Finmeccanica
4,39%
€ 9,335
€ 0,4100
23/5
26/5

Fondiaria Sai

€ 5,800
Non distribuisce



Generali Assicurazioni
2,86%
€15,740
€ 0,4500
23/5
26/5

Impregilo
2,61%
€ 2,298
€ 0,0600
18/7
21/7

Intesa San Paolo
4,01%
€ 1,995
€ 0,0800
23/5
26/5

Lottomatica

€14,460

23/5
26/5
2 az ogni 100
Luxottica
1,96%
€22,440
€ 0,4400
23/5
26/5

Mediaset
8,47%
€ 4,134
€ 0,3500
23/5
26/5

Mediobanca

€ 7,690
Gia Distribuito



Mediolanum
1,82%
€ 3,850
€ 0,0700
23/5
26/5

Parmalat
1,38%
€ 2,612
€ 0,0360
18/7
21/7
+1az ogni 20 possedute
Pirelli
2,38%
€ 6,940
€ 0,1650
23/5
26/5

Prysmian

€14,420
Gia Distribuito



Saipem
1,72%
€36,560
€ 0,6300
23/5
26/5

Snam Rete Gas
3,36%
€ 4,162
€ 0,1400
23/5
26/5

Stm
0,86%
€ 8,105
€ 0,0699
23/5
26/5
Con €/$ 1,43
Telecom

€0,9785
Gia Distribuito



Tenaris
1,45%
€16,370
€ 0,2378
20/6
23/6
Con €/$ 1,43
Terna
3,86%
€ 3,368
€ 0,1300
20/6
23/6

Tod's
2,18%
€91,900
€ 2,0000
23/5
26/5

Ubi Banca
2,72%
€ 5,505
€ 0,1500
23/5
26/5

Unicredit
1,87%
€ 1,608
€ 0,0300
23/5
26/5


A ben guardare questa tabella alcuni titoli offrono dei rendimenti particolarmente interessanti: 
Mediaset offre un ottimo 8,47%, A2a il 5,07%, Banca popolare di milano il 4,72%, Finmeccanica il 4,39% e Intesa San paolo il 4,01%.
Per chi fosse interessato ai dividendi, ricordo che lunedì 23 maggio gran parte dei titoli, componenti l'indice Ftse Mib, staccherà il dividendo. Eventualmente quindi c'è tempo fino a domani per acquistare qualche titolo per poter beneficiare del dividendo.