martedì 31 agosto 2010

Milano chiude in rialzo trascinata da Wall Street

Nell'ultimo giorno di agosto l'indice principale Ftse Mib della borsa di Milano ha chiuso in rialzo dello 0,18% a quota 19734 punti. La giornata si era aperta in maniera piuttosto negativa per Piazza Affari, con ribassi diffusi su tutto il listino. Nella seconda metà della giornata le borse europee sono riuscite a recuperare le perdite e nel finale sono passate in territorio positivo grazie al recupero degli indici americani. 

La chiusura vicino ai massimi di seduta è un buon segnale anche per la giornata di domani. Da segnalare la tenuta del supporto dei 19400 punti, livello chiave che avevo già segnalato nell'articolo di ieri e il recupero di oltre 1,5% dai minimi di giornata. Tuttavia per poter parlare di rialzi nei prossimi giorni sarà importantissimo superare 2 resistenze molto importanti : la prima a 19800 punti, già testata oggi senza successo, e la seconda in area 19950-20.000. Superati questi ostacoli è lecito attendersi un bel rally azionario fino a 20.200punti e successivamente fino a 20.400 ed eventualmente fino a 20.500-20.600.

I dati Macro odierni sono riusciti a ribaltare la situazione grafica del Dow Jones:  In particolare nel mese di agosto la fiducia dei consumatori negli Stati Uniti e' salita a 53.5 da 51 del mese precedente (dato rivisto da 50.4). Si tratta del primo rialzo dopo due mesi consecutivi di cali. Il dato si e’ rivelato migliore delle attese. Il consensus degli economisti prevedeva infatti in media un valore di 50 punti. In giugno il rapporto Standard & Poor's/Case Shiller, l’indicatore che monitora il prezzo medio degli immobili nelle 20 maggiori citta’ statunitensi, ha registrato un incremento del 4.23%. Rivisto il dato di maggio: l'aumento comunicato del 4.61% e' stato in realta' del 4.64% (il maggiore da settembre 2006). Il progresso del 4.23% e' superiore a quello previsto dagli analisti (+3.1%).

lunedì 30 agosto 2010

Wall torna a quota 10.000 punti

Il paniere delle blue chip Dow Jones  ha ceduto l'1.39% a quota 10009.95, il Nasdaq l'1.56% in area 2119.97, mentre l'S&P 500 l'1.47% a 1048.91 punti. Tra i settori, presi particolarmente di mira finanziari, titoli di societa' al consumo discrezionali e industriali. La situazione torna di nuovo difficile per la piazza americana dopo il violento rimbalzo di venerdì. 
La chiusura sui minimi di seduta è un segnale piuttosto preoccupante, ma contemporaneamente c'è da segnalare la tenuta del supporto dei 10000 punti ( almeno per ora). Per domani sarà importante la tenuta di questo livello altrimenti è possibile un rapido ritorno attorno ai 9960 punti e successivamente a 9920 punti. Prestare particolarmente attenzione domani in quanto sarà l'ultima seduta di agosto ed i listini, in genere, tendono a prendere direzioni piuttosto violente per rafforzare le analisi tecniche mensili. 
Attenzione anche all'aumento della volatilità, VIX a 26,87 (+ 9,9% rispetto a venerdì). 

Passo falso per Piazza affari..Ftse Mib -0,59%

Giornata piuttosto strana quella di oggi a Piazza Affari. In un clima festivo e con scambi ridotti, l'indice principale Ftse Mib ha archiviato la seduta in calo dello 0,59% a quota 19699 punti vicino ai minimi di seduta. Graficamente la giornata odierna rischia di essere un passo falso per la nostra borsa. Questo calo odierno infatti va a spegnere momentaneamente il recupero violento delle quotazioni dello scorso fine settimana. A questo punto si aprono due scenari per i prossimi giorni. 
1 Nuovo crollo azionario con rapido ritorno sui minimi della scorsa settimana  attorno ai 19400 punti e successivamente anche a 19200 e 19000 punti. 
2 Il calo odierno non deve preoccupare poichè si tratta di una fase di transizione prima di un pronto recupero azionario. In tale scenario i primi target sarebbero 19900 punti e successivamente 20000 punti ed eventualmente anche 20200. 
Guardando il grafico sottostante è evidente che il trend sia di lungo periodo( media mobile a 200 giorni), che quello di medio periodo ( media mobile a 56 giorni) rimane negativo e questo lascia qualche possibilità in più per il primo scenario. Vedremo se i dati macro dei prossimi giorni riusciranno a far cambiare il sentiment attuale degli investitori. 

sabato 28 agosto 2010

Wall Street riparte a tutto gas!

Chiusura in grande spolvero per la borsa americana ieri sera. L'indice Dow Jones ha chiuso la seduta in rialzo dell'1,65% a quota 10151 punti. La chiusura sui massimi di seduta è un segnale positivo che lascia delle buone speranze anche per la seduta di lunedì. Da un punto di vista grafico il rimbalzo partito dai minimi di ieri a quota 9936 punti è molto significativo e potrebbe rappresentare l'inizio di un nuovo rally azionario per gli indici americani. Oltretutto anche l'Rsi segnala che i prezzi si trovano ancora in una fase di ipervenduto ed è possibile un buon recupero la prossima settimana. Il grafico sottostante mostra che l'ultima volta in cui l'Rsi si trovava nella zona blu (a inizio luglio), c'è stato un violento recupero del listino americano nei giorni successivi. Per lunedì i livelli chiave da monitorare saranno i 10200 punti e successivamente i 10300 ( dove transita anche la media mobile a 56 giorni). 

venerdì 27 agosto 2010

Bernanke spaventa ma le borse poi recuperano

L'indice di Fiducia del Michigan è risultato a quota 68,90 leggermente peggio delle attese di 69,40. Tuttavia il tema dominante della giornata è stato il discorso di Ben Bernanke , presidente della Fed:
La Fed farà tutto il possibile per assicurare la ripresa economica: il Fomc  è pronto a fare di più se sarà necessario. 
Bernanke ha spiegato che la ripresa negli Usa di recente è stata «meno vigorosa di quanto ci aspettassimo» ma ci sono le «precondizioni» per un'accelerazione nel 2011 anche se nel secondo semestre dell'anno è possibile un rallentamento rispetto al primo. La Fed ha comunque gli strumenti necessari per sostenere la crescita e combattere la disinflazione - ha aggiunto Bernanke - che al momento come al momento ci sono bassi rischi per «un'indesiderabile inflazione o disinflazione». L'economia statunitense ha rallentato più del previsto e il suo rilancio è «lungi dall'essere raggiunto» ha spiegato ancora il presidente della Federal Reserve al convegno annuale della Banca centrale Usa che si sta tenendo a Jackson Hole, nel Wyoming.
Il mercato del lavoro Usa è più debole rispetto alle attese ha detto ancora Bernanke. La maggiore preoccupazione - ha spiegato il presidente della Fed- è l'elevato tasso di disoccupazione e questo perchè «un'alta disoccupazione non solo ha costi pesanti per chi non ha lavoro e per le loro famiglie, ma pone anche rischi alla sostenibilità della ripresa con i suoi effetti sui redditi delle famiglie e sulla fiducia».
La reazione delle borse nell'immediato è stata molto violenta e negativa. Tuttavia nel giro di pochi minuti, l'indice americano Dow Jones è andato a testare dei livelli chiave a quota 9920 punti e da lì ha dato avvio ad un portentoso recupero. Anche la borsa di Milano è riuscita in questa impresa ed è passata in territorio positivo da -1,4% subito dopo il commento di Bernanke. Il Finale di seduta è stato spumeggiante e il Ftse Mib ha chiuso in rialzo dello 0,42% a quota 19812 punti, sopra l'importante resistenza dei 19800 punti. La chiusura vicino ai massimi di seduta è un buon segnale anche per lunedì mattina. 
Da segnalare l'aumento dei volumi sul nostro future e il violento recupero dell'ultima ora che potrebbe segnalare una inversione di breve già avviata ieri. 
Ricordiamo che quella di oggi è già la seconda seduta consecutiva chiusa in rialzo.
Al momento l'indice americano Dow Jones guadagna oltre l'1% , vedremo se avrà la forza per un ulteriore allungo nel finale di seduta. 

Pil Americano secondo semestre a +1,6%

Il Pil Americano nel secondo semestre del 2010 ha segnato un rialzo dell'1,6%.
Il dato è migliore delle attese degli analisti che si aspettavano una crescita dell'1,4% del Pil nel secondo semestre. Il dato mostra tuttavia un deciso rallentamento della crescita economica negli ultimi mesi: il dato precedente segnalava infatti una crescita del 2,4%. Il grafico mostra l'andamento del Pil americano negli ultimi 2 anni. 

La prima reazione al dato dei mercati azionari sembra essere incoraggiante. Ora la borsa di Milano cresce dello 0,8%. La tensione tuttavia rimane elevata in attesa dei dati sulla fiducia dei consumatori americani ( ore 15 e 55) e del discorso del presidente della Fed Bernanke. 

mercoledì 25 agosto 2010

Wall recupera e chiude in positivo

Chiusura in rialzo per la borsa americana questa sera. Dopo un'intera seduta passata in territorio negativo, nel finale il toro è tornato in scena a New York e il Dow Jones è riuscito a chiudere in lieve progresso a + 0,18% a quota 10058 punti. Graficamente parlando il recupero odierno è un bel segnale e la chiusura al di sopra dei 10000 punti nonchè vicino ai massimi di seduta  mostra una certa forza del recupero odierno. Sebbene lo scenario macroeconomico sia piuttosto negativo il mercato azionario è riuscito a recuperare dai minimi odierni anche a causa degli elevati livelli di ipervenduto raggiunto. Per domani sarà importante monitorare quota 10100 punti in caso di ulteriori allunghi con target finale di 10200 punti; al contrario in caso di nuovi ribassi bisognerà tenere d'occhio quota 10040 punti e successivamente i supporti passanti per i 10000 punti e per i 9940 punti. 

Milano in rosso ma in recupero dai minimi

Piazza affari archivia l'ennesima seduta in territorio negativo dopo i brutti dati macro provenienti dall'america:  dopo gli ordini durevoli in leggero rialzo è stato il settore immobiliare a dare il colpo di grazia ai listini azionari. 



Nel mese di luglio le vendite di case nuove negli Stati Uniti sono calate del 12.4% a 276 mila unita'. Si tratta del calo piu' accentuato dal 1963 ( il minimo storico assoluto) . I numeri, che si riferiscono alla vendita di unita' abitative unifamiliari di nuova costruzione, si sono rivelati inferiori alle attese. Le previsioni degli economisti erano infatti per un valore annualizzato di 334 mila unita'. Impressionante il calo dei prezzi -6%, nei fatti una casa unifamiliare costa 204 mila dollari, mai cosi' in basso dal dicembre 2003. La deflazione è sempre piu' vicina in america. 
Nel finale di seduta l'indice italiano ha provato a recuperare parte delle perdite ma ha chiuso in calo dell'1,16% a quota 19465 punti. Per domani sarà fondamentale la tenuta dei 19300 punti altrimenti è probabile un ulteriore affondo verso quota 19000 punti. Al contrario in caso di recupero i primi ostacoli transitano in area 19500 punti e successivamente a 19700. Da segnalare l'aumento della volatilità quest'oggi: VIX a quota 28 punti ( +2% da ieri). 

Ordini durevoli usa in leggero rialzo ma peggio delle stime


Continua il momento negativo per l'economia americana. Anche i primi dati macroeconomici di oggi sono risultati sotto le attese. Nel mese di luglio gli ordini dei beni durevoli americani sono risultati in crescita dello 0,3% dal mese scorso. Il dato tuttavia è decisamente negativo, sotto le attese degli analisti che si aspettavano un +3,1%. 
Negativo anche il dato depurato della componente dei trasporti ( -3,8%) contro attese di +0,5%. 
I mercati azionari hanno accolto negativamente questi dati, e al momento l'indice di Milano è in calo dell'1,5%. 
Probabile a questo punto  un ritorno sotto quota 10.000 punti per l'indice Dow Jones quando il mercato americano aprirà i battenti. Vedremo se ci sarà un tentativo di recupero anche oggi nel finale di seduta. 

martedì 24 agosto 2010

Vendita di case esistenti in Usa in caduta libera:-27,2% dal mese scorso

Crollano a picco le vendite di case esistenti in America. L'ultimo dato disponibile, uscito pochi minuti fa, è stato terrificante: -27,2% dal mese scorso pari a 3,83 milioni di case. Si tratta del crollo maggiore da quando questo dato viene elaborato e  si tratta del valore peggiore, in termini assoluti dal 1995. Il dato inoltre risulta inferiore alle attese degli analisti che avevano  stimato un monte vendite di 4,65 milioni di case contro i 5,26 milioni di case del mese scorso ( dato rivisto al ribasso).  Il prezzo medio di vendita si attesta a 182.600 dollari, rispetto ai 183 mila dollari di giugno. Il 30% delle transazioni e' stato effettuato in contanti per l'intera somma. L'Associazione Nazionale degli Agenti Immobiliari (NAR) inoltre comunica che nei confronti dell'anno precedente si registra una discesa del 25,5% (5,14 mln di unità a luglio 2009).
Il grafico qui in basso parla da solo, lascio a voi ogni commento...

La reazione dei mercati azionari a questo dato non si è fatta attendere. Al momento l'indice Dow Jones è in calo dell'1,2% mentre la borsa di Milano accusa perdite superiori al 2%. Vedremo se nel finale di seduta ci sarà qualche rimbalzo tecnico. 

lunedì 23 agosto 2010

Un lunedì da montagne russe

La seduta borsistica odierna è stata caratterizzata da numerose oscillazioni. Dopo un'apertura in lieve ribasso l'indice italiano Ftse Mib è andato a testare il supporto dei 19800 punti. Da quel momento in poi  le quotazioni avevano ripreso vigore e si erano spinte oltre i 20000 punti. L'apertura di Wall Street aveva messo le ali al nostro indice, che sui massimi odierni aveva toccato i 20260 punti (+1,8%) trascinato sopratutto dai titoli bancari. Tuttavia nell'ultima ora di contrattazioni c'è stata una nuova ondata di vendite che ha ridotto sensibilmente i guadagni. Il finale di seduta è stato piuttosto difficile da decifrare con movimenti repentini al rialzo o al ribasso. Alla fine della giornata il Ftse Mib ha chiuso a quota 20010 in rialzo dello 0,70%, sopra la resistenza dei 20000 punti.  
La chiusura odierna al di sotto dei massimi giornalieri non è un buon segnale di forza del rialzo odierno. Per domani è possibile un ritorno in prima battuta in area 19900 punti e successivamente a 19800 in caso di nuovi ribassi. 
Al contrario, in caso di nuovi rialzi, le quotazioni potrebbero spingersi attorno ai massimi odierni in area 20250 punti. L'eventuale rottura di questo livello potrebbe portare il nostro indice in area 20400 punti. 
Vedremo l'evoluzione dei mercati, anche perchè il Dow Jones è passato in territorio negativo dopo una buona partenza. 

domenica 22 agosto 2010

Continua la crisi delle banche americane: siamo a 118 fallimenti nel 2010

Sono passati quasi 2 mesi dal mio ultimo aggiornamento sulla situazione bancaria in america e la situazione è in netto peggioramento. Solo nell'ultima settimana sono fallite 8 banche americane, portando il bilancio da inizio 2010 a quota 118!  Secondo quanto riporta la FDIC, il Fondo di Garanzia dei depositi americani, questa settimana sono salite a quota 817 le istituzioni finanziarie  a rischio con un patrimonio complessivo di  415,9 Miliardi di dollari.
Tutti i numeri sono in deciso peggioramento dall'ultimo aggiornamento e credo che per i prossimi mesi ne vedremo ancora delle belle, con altri colpi di scena nel settore bancario. L'ipotesi di una nuova recessione in america potrebbe contribuire a un nuovo peggioramento della situazione bancaria e finanziaria che provocherebbe nuovi crolli in borsa, e nuovi crolli della produzione industriale. Le incognite per il futuro dell'economia americana rimangono ancora elevate ma speriamo che i vertici mondiali riescano a intraprendere scelte coraggiose per evitare una nuova drammatica recessione.



Vi lascio con il bollettino di guerra del settore bancario americano:
2007:   3 banche fallite
2008:  25 banche fallite
2009:  140 banche fallite
2010 : 118 banche fallite ( fino ad oggi)


Per chi fosse interessato ecco il link con l'intera lista delle banche fallite nel 2010 :

giovedì 19 agosto 2010

I dati Macro americani fanno paura e le borse scendono

Anche gli altri dati macro americani attesi per oggi, dopo le richieste dei sussidi di disoccupazione, sono risultati piuttosto deludenti:
Il Conference Board ha comunicato che il leading indexche fornisce una previsione sull'attivita' economica americana per i prossimi 6-12 mesi nel mese di luglio, ha registrato un rialzo dello 0.1% dopo il risultato negativo di giugno, rivisto a -0.3% da -0.2%, che aveva interrotto la serie di quattordici risulati utili consecutivi. 
L’indicatore ( detto anche superindice) si e' rivelato tuttavia inferiore alle attese del mercato. Gli economisti si aspettavano infatti una variazione positiva dello 0.2%.
Altre cattive notizie arrivano dall'indice Philly Fed, che misura il livello di attivita' economica del distretto federale di Filadelfia. L'indice e' crollato a -7,7 da 5,1 di luglio, gli economisti prevedevano un valore di 7. In retromarcia anche i sottoindici dei nuovi ordinativi da -4,3 a -7,1, dell'occupazione da 4 a -2,7 e dei prezzi da -8,4% a -12,5%, quest'ultima flessione segnala una moderata pressione deflazionistica. In netto peggioramento l'indice sulle prospettive a 6 mesi sceso a 19,6 da 25 punti. I dati sono stati diffusi dalla Federal Reserve di Filadelfia.
In questo scenario macroeconomico le borse non potevano non prendere la via dei ribassi. Anche la volatilità è cresciuta alle stelle: Vix a 25,93 (+5% da ieri). 
Nel finale di seduta la borsa italiana si è appesantita notevolmente e a chiuso a quota 20115 punti in calo del 2,05%.
Particolarmente colpito dalle vendite il settore bancario ed assicurativo ma nessun titolo dell'indice principale è riuscito a chiudere in territorio positivo. 

La chiusura vicino ai minimi di giornata non è un bel segno e preannuncia nuovi cali anche nella giornata di domani. Vedremo se il supporto dei 20000 punti reggerà a questa nuova onda ribassista. 

In america è allarme bancarotta e disoccupazione

Gli ultimi dati macroeconomici americani non sono dei migliori... Le richieste di bancarotta in Usa sono ai massimi degli ultimi 5 anni : secondo gli ultimi dati fra aprile e giugno le richieste sono state 422.061. Si tratta di un aumento del  9%,  rispetto alle 388.148 del primo trimestre 2010, e dell'11% rispetto allo stesso periodo del 2009. Dall'ultimo trimestre del 2005 è la prima volta che a livello trimestrale vengono superate le 400mila richieste.  Considerando gli ultimi 12 mesi, da giugno 2009 a giugno 2010, le bancarotte sono state 1,57 milioni, il 20% in più rispetto ai 12 mesi precedenti quando c'erano state  1,13 milioni di rischieste. Tra gli stati in cui le richieste di bancarotta sono più alte, si mettono in evidenza il Nevada e la California. 
Non c'è dubbio a questo punto che la ripresa economica americana sia alquanto anemica nell'ultimo periodo. A conferma di questo c'è il dato sulle richieste di disoccupazione uscito su Wall street Italia pochi minuti fa' :
Nella settimana che si e' conclusa il 14 agosto le nuove richieste per sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono aumentate di 12000 unita' a quota 500.000, ai massimi dal 14 novembre 2009, segnalando una situazione in peggioramento del mercato del lavoro. Si tratta infatti del terzo rialzo consecutivo. Inoltre è stato rivisto al rialzo il dato di sette giorni fa a 488000 (+6000) da 484000 (+2000). 
Il dato è peggiore delle attese degli analisti a 475 mila. 
La reazione dei future americani al dato è stata molto violenta con un calo di quasi un punto percentuale in pochi secondi. Anche la borsa di Milano è scesa in modo repentino passando da +0,4% a -0,5%. Vedremo nelle prossime ore l'evoluzione delle quotazioni. 

martedì 17 agosto 2010

Milano riparte: Ftse Mib +1,27%

La borsa di milano archivia in positivo la seduta odierna con un +1,27% per l'indice Ftse Mib a quota 20668 punti. 
Il recupero di ieri pomeriggio, a questo punto , va inteso come inversione di tendenza di breve periodo per il nostro indice. La chiusura sui massimi di giornata conferma il trend rialzista innescatosi ieri pomeriggio. Per domani sarà fondamentale la rottura dei 20700 punti per poter ipotizzare nuovi allunghi rialzisti verso quota 20900 e successivamente 21000 punti. 
Difficile fare un'analisi di lungo periodo in quanto negli ultimi 3 mesi il mercato è stato piuttosto nervoso e al momento non c'è una direzione precisa del trend principale. Probabilmente le quotazioni rimarranno dentro questo trading-range tra i 21800 e i 19000 punti ancora qualche settimana prima di prendere una direzione precisa. Per quanto riguarda le medie mobili, i prezzi rimangono al di sotto della media mobile a 200 giorni (quella in blu), mentre si mantengono al di sopra di quella a 56 giorni (in giallo). Quindi l'indecisione del mercato regna sovrana.

Per quanto riguarda l'andamento macroeconomico la situazione rimane piuttosto delicata: i dati macro odierni non sono stati dei migliori per quanto riguarda il settore immobiliare americano ma c'è qualche segnale di ripresa sul fronte della produzione. 
Indice Zew Tedesco a 14 contro attese di 20,90
Permessi di costruzione rilasciati in Usa a quota 570.000
Nuovi cantieri edili residenziali in Usa a quota 550.000
Risultati positivi invece dalla Produzione Industriale americana cresciuta dell'1% nell'ultimo mese contro aspettative di + 0,6% e dal tasso di utilizzo delle capacità produttive salito a 74,80 contro attese di 74,50.



lunedì 16 agosto 2010

Piazza affari chiude in calo ma sopra i minimi

Ennesima giornata negativa per piazza affari quest'oggi dopo i cali dello scorso fine settimana. Durante la seduta  odierna l'indice italiano FTSE Mib accusava un calo superiore all'1% ma nel finale è riuscita a limitare i danni chiudendo a quota 20409 punti a -0,31%. Da un punto di vista tecnico la situazione sembra essersi stabilizzata negli ultimi giorni. Il trend rimane negativo ma vi è una perdita di forza del movimento in atto. Infatti i volumi odierni sono stati piuttosto bassi.
Si delineano in tale contesto 2 possibili scenari nei prossimi 2-3 giorni:
1 Prosecuzione del trend ribassista con target intermedio di 20200 punti e successivamente di 20000 punti
2 Inversione di tendenza di breve periodo con target intermedio di 20500 punti e successivamente 20700 punti dove però transita una resistenza piuttosto importante.Violato tale livello l'indice potrebbe portarsi rapidamente in area 20900-20990 punti. 
Per quanto riguarda i dati macro odierni non ci sono state grosse sorprese:
Indice dei prezzi al consumo in Europa a +1,7% ( come nelle attese)
Indice Empire index state manifatturiero a 7,1 ( un pò peggio delle attese a 7,50) )
Domani il mercato potrebbe muoversi a partire dalle 14 e 30 quando verranno rilasciati i dati sui permessi di costruzione americani.

giovedì 12 agosto 2010

Milano chiude in leggero calo


Chiusura in frazionale ribasso per la borsa italiana quest'oggi. Il ftse Mib ha chiuso la seduta in calo dello 0,19% a quota 20539 punti. Di difficile lettura la giornata odierna in quanto le quotazioni hanno oscillato nervosamente senza trovare una direzione precisa. In mattinata c'era stato un timido tentativo di recupero ma complice i cattivi dati macro americani, il listino è tornato a scendere in territorio negativo. Poco prima dell'apertura della borsa americana l'indice italiano accusava oltre un punto percentuale di perdite ma nel finale è riuscito a recuperare quasi tutto. Per domani bisognerà prestare molta attenzione in quanto potremmo assistere a delle oscillazioni piuttosto ampie se dovesse essere rotto il supporto dei 20300 punti con target di 20000. Al contrario in caso di rialzi la resistenza posta in area 20700 punti rimane un punto chiave per attaccare quota 20800 e successivamente 21000 punti.

Piuttosto negativi i dati macro odierni provenienti dall'america:
Le nuove richieste settimanali per i sussidi alla disoccupazione in Usa sono aumentate a 484 mila unità dalle 479 mila della settimana precedente. Il dato è peggiore delle aspettative che prevedevano un calo a 465 mila unità. Poco meglio delle attese le richieste continue a 4,452 milioni dai 4,537 milioni della rilevazione precedente. Gli analisti stimavano richieste continue a 4,535 milioni. Inferiori alle attese l'indice dei prezzi alle importazioni che a luglio salgono mese su mese dello 0,2% dal -1,3% del mese precedente. Gli analisti si aspettavano un aumento dello 0,3%. Annualizzando il dato, l'indice dei prezzi alle importazioni sale a luglio del 4,9% meno del 5,4% atteso.

mercoledì 11 agosto 2010

Tornano le stelle cadenti.....Milano -3,20%

La notte di S.Lorenzo ha fatto splendere tante stelle cadenti ieri sera e molti di voi le avranno avvistate in spiaggia o in campagna, magari in dolce compagnia. Alle stelle di ieri oggi si è aggiunta la borsa di Milano che ha chiuso la seduta odierna in calo del 3,20% a quota 20579 punti.
Il crollo odierno è  piuttosto preoccupante e desta qualche perplessità sui rialzi delle ultime 2 settimane. La Fed ieri sera ha espresso le sue preoccupazioni sull'andamento dell'economia in america avvisando gli investitori che la ripresa economia è piuttosto labile e che la fiducia dei consumatori è in deciso calo nell'ultimo periodo . La disoccupazione rimane ancora ad un livello estremamente elevato e la Fed ha ammesso che saranno necessari nuovi stimoli per far ripartire il ciclo economico. In questo contesto i mercati europei sono crollati di schianto e anche l'euro è sceso sotto quota 1,29 contro il dollaro (si tratta del maggior calo da inizio 2010). In calo anche il petrolio scambiato attorno ai 78 dollari al barile. Grosso rialzo invece per il Vix  a 25,50(+15%) , parametro che indica la volatilità del mercato americano, detto anche l'indice della paura.
Sul fronte macroeconomico il dato odierno della bilancia commerciale americana è stato piuttosto negativo: -49,90B contro attese di -42B. Le esportazioni americane sono scese del 3,2% portando così il deficit commerciale al massimo degli ultimi 21 mesi. 
Questi numeri parlano da soli e mostrano in pieno la debolezza del ciclo economico americano. Oggi il mercato azionario ha finalmente aperto gli occhi sullo stato reale dell'economia e come al solito è crollato in modo violento.
Per quanto riguarda il nostro indice Ftse Mib, la chiusura sui minimi di seduta è un pessimo segnale. Durante tutta la seduta si è assistito ad un costante calo delle quotazioni che rafforza il downtrend iniziato da 3-4 giorni quando l'indice è stato respinto dalla resistenza dei 21600-21700 punti.
Per i prossimi giorni sarà importante la tenuta del supporto passante a  20500 punti in un primo momento e successivamente quello dei 20000 punti. L'eventuale rottura dei 20000 punti potrebbe favorire un accelerazione ribassista con target di 19500 punti ed eventualmente anche a 19000 punti.
Da sottolineare che il prezzo di chiusura rompe al ribasso molte medie mobili di breve periodo. Per il momento è meglio attendere prima di fare acquisti di lungo periodo anche perchè i prezzi si stanno muovendo al ribasso e rimangono ben lontani dalla media mobile a 200 periodi che transita in area 21800 punti. 

p.s. Cari lettori sono tornato dalle vacanze al mare e da oggi riprenderò ad aggiornare il blog quasi quotidianamente mentre dalla prossima settimana tornerò a scrivere costantemente.